«Basta con meline e gioco difensivo, è venuto il momento di giocare al contrattacco». Giovanni Nastelli, consigliere comunale del PD, alza il tiro in merito alla vicenda Fincantieri a fronte degli impegni finora non mantenuti dalla società sul cantiere stabiese. «Lo stabilimento Fincantieri di Castellammare necessita di investimenti importanti a garanzia del proprio futuro - spiega Nastelli -. Siamo di fronte ad un importante momento storico, che vede protagonista l'azienda non solo in Italia, ma in Europa e nel mondo. L'acquisizione dei cantieri francesi e il proficuo portafoglio d'ordini, avvenuti grazie ad un management di primissimo livello, segna un passaggio che bisogna intercettare, per dare una definitiva svolta di rilancio al nostro sito, un'opportunità che non possiamo perdere, pena una definitiva paralisi dalla quale sarebbe difficile uscirne. Dobbiamo alzare l'asticella di una rivendicazione programmatica certa su carichi di lavoro ed investimenti, giusta e doverosa, forte di numeri importanti che ci vedono essere il cantiere più produttivo d'Italia, nonostante la penalizzazione che si è tenuta a scontare, dovuta da infrastrutture obsolete. Il futuro del nostro cantiere passa attraverso una scelta coraggiosa: la realizzazione del bacino di costruzione. Un'ipotesi, in cui le parti in gioco tendono ad accantonare, ma sulla quale bisogna insistere, perché è un’opera che ci permetterebbe di essere grande tra i grandi; lo studio di fattibilità commissionato al RINA (300 mila euro) diede esito positivo prospettando due possibilità di bacino, la cui realizzazione poteva essere effettuata con l'intervento della BEI (Banca europea per gli investimenti) e in maniera congiunta tra Governo, Regione e Fincantieri. Sappiamo che trattasi di una sfida difficile, ma bisogna affrontarla con passione e determinazione, perché ciò comporterebbe, non solo la difesa ma, un rilancio in termini occupazionali in un territorio inserito nell'area di crisi complessa stabiese torrese. Attualmente, mentre gli altri cantieri hanno un arco lavorativo di anni importanti, Castellammare si ritrova la sola costruzione della nave multiruolo della Marina Militare, la Lhd,
una commessa la cui consegna è prevista nel 2019, ma la dinamica della cantieristica impone che se in un breve periodo non vengono affidate nuove commesse, ci ritroveremo con reparti già "scarichi" e lavoratori senza ricollocazione, motivo per cui tanti altri sono già da alcuni anni in trasferta presso altri siti, mentre di riflesso ciò ha causato anche la riduzione notevole dei lavoratori dell'indotto. Nell'incontro avvenuto a Roma il 28 settembre su richiesta del Sindaco Pannullo, a cui rivolgo la mia piena fiducia, con l'Autorità Portuale e responsabili del Ministero delle Infrastrutture, si è prospettato una discussione alla Conferenza Stato Regioni per il rinnovo della flotta traghetto, su base regionale da affidare tramite bando; una prospettiva che certamente va accolta perché trattasi comunque di lavoro, ma basata su traghetti di piccoli e medie dimensioni, che non possono rappresentare una certezza di un futuro lavorativo certo e stabile. È giunto il momento che la Regione Campania diventi attore protagonista in questa vicenda e attui un cambio di passo, sostenendo e supportando Fincantieri, così come avviene in altre regioni, dando riscontri ai proclami esternalizzati, un esempio su tutti è l'impegno assunto per l'affidamento della nave oceanografica di cui si sono perse le tracce. Pertanto è indispensabili a stretto periodo un incontro tra le Istituzioni ai vari livelli, le parti sociali e i vertici aziendali per definire strategie su carico di lavoro, mission produttiva e investimenti. Allo stesso tempo occorre avviare in città una discussione aperta, che coinvolga dapprima il consiglio comunale, in maniera bipartisan, e in successione politici regionali di vari schieramenti, sindacati, associazioni, movimenti, il mondo della cultura, quello civile e studentesco affinché torni al centro del dibattito pubblico locale e non solo, la consapevolezza che ora o mai più può avvenire la tanta attesa svolta per il nostro glorioso stabilimento. Quello più antico, in cui sono state varate tante navi importanti, tra cui l'Amerigo Vespucci il cui motto è emblematico alla vicenda: non chi comincia ma quel che persevera».