Rilanciare il terzo porto della Campania e garantire un futuro allo storico indotto di Castellammare. E’ questa la sfida che ha intrapreso il sindaco di Castellammare, Antonio Pannullo, in compagnia con il presidente dell’Autorità Portuale del Mare Tirreno Centrale, Pietro Spirito, con la Regione e il Governo nazionale. Per troppo tempo il cantiere della città delle acque è stato escluso dal ciclo produttivo ricevendo solo le «briciole» da Fincantieri ma, presto, qualcosa potrebbe cambiare. Si sta lavorando, infatti, ad un progetto che possa rilanciare l’indotto stabiese tanto da dimenticare il suo ruolo attuale, un piccolo scalo di alloggio, e diventare molto più esteso e molto più determinante nel settore della cantieristica. L’idea è quella di ampliare il porto verso l’ex Corderia, la zona militare, così da poter incrementare le commesse e, allo stesso tempo, i posti di lavoro. Non è chiaro però se si intende realizzare un bacino di costruzione o, solamente, un nuovo settore dello storico cantiere. Ciò che è certo, comunque, è che il sindaco Pannullo, in compagnia del presidente Spirit
o, sta lavorando per rimpadronirsi del ruolo primario che ha Castellammare nel Golfo di Napoli. E’ stato già chiesto all’Autorità Portuale del Mare Tirreno Centrale di avere un ruolo di maggiore importanza nello scacchiere cantieristico così come anche alla stessa Regione Campania. A tal proposito, sarà determinante il prossimo incontro che si terrà a novembre tra lo Stato e la stessa Regione dove si discuteranno le opere da attuare con i fondi messi a disposizione: 300 milioni di euro. Castellammare vuole entrare in questo processo di crescita e di trasformazione così da riappropriarsi definitivamente della risorsa mare. Un punto fondamentale dell’azione politica di Pannullo che viene confermato anche in questi giorni: oltre alla chiusura di tutti gli scarichi abusivi, si lavorerà per incrementare i posti di lavoro in Fincantieri. Allo stesso saranno abbattuti i silos che bloccano l’accesso al mare nella zona del Centro Antico così da trasformare completamente la costa stabiese. Al momento sono solo proposte ma qualcosa si sta muovendo: sarà determinante la conferenza Stato – Regioni in programma le prossime settimane.