«È stato l'ennesimo gesto mortificante». Con queste parole la Fiom commenta la decisione di Fincantieri di portare via anticipatamente la nave Trieste dal cantiere di Castellammare di Stabia. Dopo le proteste in fabbrica e il duro botta e risposta fra il sindaco Gaetano Cimmino e l'ad Giuseppe Bono, anche la Fiom prova a fare chiarezza su quanto accaduto.
«Al di là dell'orientamento politico, il primo cittadino ha fatto bene a rispondere all'azienda chiedendo rispetto per il nostro indotto. Condivido la sua scelta. Portare via la nave e terminare i lavori in altri cantieri è solo un danno per la città di Castellammare di Stabia. Ci hanno sottratto la Trieste sei mesi prima del previsto facendo scomparire di colpo 500 posti di lavoro».
I sindacati comunque hanno già avuto un incontro con i vertici della società. «Abbiamo avuto modo di parlare con la dirigenza manifestando le nostre preoccupazioni e l'assenza di una missione produttiva, anche se loro dicono il contrario. Grimaldi per esempio voleva costruire a Castellammare ma l'azienda hanno detto no. Noi diventeremo un cantiere di supporto per gli altri indo
tti oppure faremo solo traghetti».
«Per quanto riguarda gli investimenti, sono vane parole - spiega la Fiom -. Al momento abbiamo solo 39 milioni con i quali si metterà in sicurezza l'area del varo e il porto per garantire l'attracco delle navi di crociere. Sull'indotto non ci sono novità». Per tali ragioni la decisione della società appare ancora di più incomprensibile per i sindacati. Il tutto considerando anche le eccellenze presenti nel quartiere. «Noi siamo i migliori lavoratori ma nonostante ciò continuano a mortificarci. Tutta la città di Castellammare, le maestranze, le istituzioni devono reagire e proteggere il nostro cantiere. Noi siamo costruttori di navi e dobbiamo continuare a fare questo. Siamo i primi anche per quanto riguarda i prototipi. Nelle prossime settimane incontreremo le istituzioni locali dal Comune di Castellammare alla Regione e anche la Prefettura. Siamo stanchi che la provincia di Napoli venga così mortificata dalle scelte delle aziende». Se non dovessero esserci le risposte che chiedono i lavoratori durante questi incontri, non si escludono delle manifestazioni per le strade della città.