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Castellammare - Fiadel e Uil contro Am Technology: «Comunicazioni sommarie, il piano di spazzamento è antisindacale»

Dopo le proteste dell'ultimo mese in merito alle riassegnazioni interne del personale, nel mirino delle sigle di Fiadel e Uil è finito il nuovo piano di spazzamento.

di Francesco De Sio


Non si placano le polemiche dei sindacati attorno ad Am Tecnhlogy. Dopo le proteste dell'ultimo mese in merito alle riassegnazioni interne del personale, nel mirino delle sigle di Fiadel e Uil è finito il nuovo piano di spazzamento delle strade di Castellammare.

Parecchi i punti della nota datata 19 gennaio che non hanno convinto appieno i segretari regionali Fabio Gigli (Uil) e Vittorio D'Albero (Fiadel), i quali hanno richiesto oggi chiarimenti.

Secondo l'impresa, il nuovo piano risulterebbe «attuativo delle prescrizioni del capitolato di gara»: una modifica - spiegano i rappresentanti dei lavoratori - giunta quindi con un ritardo di ben due anni rispetto all'assegnalazione dell'appalto e oltrettutto impossibile da richiedere per l'Ente di palazzo Farnese, dal momento con una clausola simile nel contratto si verrebbe a ledere l'autonomia dell'impresa aggiudicataria sul «potere organizzativo e direttivo».

«La stazione appaltante - si legge nel documento sindacale - non ha imposto di assegnare un insieme di strade/piazze ad un singolo operatore, ma ha ripartito il territorio in zone da sottoporre a spazzamento manuale ed in zone da sottoporre a spazzamento meccanizzato, stabilendone le rispettive frequenze. L'assegnazione di nuove zone ai lavoratori, quin

di, è il risultato di una esclusiva decisione aziendale».

Un atteggiamento, quello di Am Technology, che proprio non è andato giù a Fiadel e Uil, intenzionate a far rispettare le regole in tutto e per tutto. «Trattandosi di una profonda modifica dell'organizzativa - continuano i sindacalisti -, l'istituto applicabile non può che essere quello dell'esame congiunto o della contrattazione. Anche nell'ipotesi in cui si volesse dar credito all'impresa, in ogni caso risulterebbe palese la violazione dei diritti sindacali».

Da qui la lamentela: «L'informazione, infatti, non può essere limitata alla semplice comunicazione di una decisione aziendale, ma deve indicare i presupposti della stessa decisione, soprattutto quando, come nel caso dello spazzamento, l'elemento centrale è rappresentato dai carichi di lavoro». Una carenza comunicativa e formale non di poco conto.

L'informazione che la società responsabile del decoro urbano stabiese dovrebbe offrire quanto prima, quindi, sarebbe quella di indicare i presupposti della zonizzazione e la congruità dei relativi carichi di lavoro. In assenza di tali elementi, «alcuna informazione sindacale si potrà considerare assolta», chiosa la nota.


martedì 5 febbraio 2019 - 18:37 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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