Cronaca

Castellammare - Falsi rimborsi Irpef, una truffa 'made in Stabia' da 25 milioni di euro. 28 persone nei guai

L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Castellammare dopo alcune segnalazioni dei vertici dell’Inps stabiese all'Agenzia delle Entrate

di Gennaro Esposito


Da via Alvino, sede di un Caf stabiese, sono riusciti a creare una vera e propria associazione che in due anni ha portato avanti una truffa da 25 milioni di euro. Nei guai sono finite 28 persone che a vario titolo hanno contribuito alla crescita del raggiro ai danni dello Stato e anche di semplici pensionati. E’ questo quello che ha scoperto la Guardia di Finanza, agli ordini del colonello Geremia Guercia (del comando di Torre Annunziata) e del capitano Salvatore Della Corte (della compagnia stabiese), che ha accusato 28 persone di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato.

I fatti risalgono agli anni compresi tra il 2013 e il 2015. Due ragionieri di Castellammare iniziarono a chiedere, e ottenere, rimborsi per prestazioni mediche e crediti d’imposta del tutto inesistenti. Sceglievano con cura le proprie vittime, spesso pensionati, che consegnavano loro codice fiscale ed altri documenti. I due promettevano rimborsi extra anche se il 30% di ogni guadagno doveva essere consegnato ai due ragionieri. Così facendo, per ogni singola operazione, riuscivano ad intascare migliaia di euro. In un secondo momento, il giro di truffe, che partì da via Alvino a Castellammare, si estese anche ad alcuni complici e prestanomi che avevano il compito di avvicinare gli anziani e convincerli a consegnare i documenti necessari. Per fare ciò, furono creati tre gruppi che operavano in zone diverse del comprensori

o stabiese e della provincia di Napoli. Nella città delle acque, la base operativa era piazza Spartaco: qui si trovava il punto di riferimento del gruppo criminale per diversi anziani. Ed è proprio nel cuore di Castellammare che la Guardia di Finanza ha ricostruito il modus operandi dell’associazione. Per quanto riguarda i prestanomi, essi avevano il compito di inoltrare online alcuni modelli 730 con le proprie credenziali. Quest’ultime poi venivano consegnate ai due ragionieri stabiesi che poi le utilizzavano per chiedere i rimborsi.

Secondo l’attività di indagine della Guardia di Finanza, i clienti non sapevano nulla di quanto stesse succedendo. Anche perché i membri dell’associazione li rassicuravano e gli garantivano sempre i soldi promessi. Ma come era strutturato effettivamente il tutto? Quando i due ragionieri presentavano i moduli 730, allegavano anche alcune richieste per rimborso spese mediche inesistenti. L’Inps, analizzando le domande, elargiva normalmente le cifre richieste. Dopo qualche mese, però, i vertici dell’Inps di Castellammare hanno notato delle incongruenze all’interno di alcune richieste che venivano presentate e hanno così chiesto all’Agenzia delle Entrate di compiere delle indagini. Indagini che si sono concluse ieri con la richiesta della Procura di Torre Annunziata di un sequestro preventivo da 25 milioni di euro a carico di tutti gli indagati.

Castellammare - Falsi rimborsi Irpef, fiamme gialle scoprono truffa ai danni dello Stato


Castellammare - Falsi rimborsi Irpef, fiamme gialle scoprono truffa ai danni dello Stato

giovedì 19 aprile 2018 - 10:30 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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