“L’apparato amministrativo ha collegamenti con la criminalità. Particolarmente rilevante, quale indice di permeabilità assoluta, è per la Procura la gestione dei beni confiscati, con false relazioni della polizia municipale in relazione alla verifica dei beni immobili”. Nelle 50 pagine della relazione del Prefetto di Napoli Claudio Palomba, emerge nelle conclusioni l’indicazione della dottoressa Rosa Volpe, delegata del procuratore della Dda di Napoli, in merito alla gestione della macchina comunale di Castellammare di Stabia. La motivazione più evidente espressa dalla Dda in relazione all’apparato di gestione fa riferimento alla relazione della polizia municipale riguardo ai sopralluoghi effettuati su alcuni beni confiscati, dichiarati irraggiungibili o disabitati, mentre erano ancora nel pieno possesso del clan D’Alessandro, come emerge dal più recente sopralluogo effettuato dai carabinieri per volontà degli 007 della Prefett
ura che hanno passato sotto la lente gli ultimi anni a Palazzo Farnese. Con lo scioglimento del consiglio comunale l’intera classe politica stabiese è andata a casa, in attesa di comprendere se ci saranno ulteriori evoluzioni rispetto alle motivazioni che hanno determinato la conclusione anticipata dell’esperienza amministrativa. Ma la Dda ha esplicitato a chiare lettere anche le responsabilità della macchina comunale e degli uffici in merito alla permeabilità e alle influenze della criminalità organizzata. “Prenderemo presto tutti i provvedimenti che dovranno essere adottati” ha fatto sapere il commissario straordinario Raffaele Cannizzaro, che ha partecipato alla prima tappa Optisud organizzata dalla Lega Navale. E sono in tanti in queste ore a tremare, passando attraverso vari settori dell’apparato di gestione, per comprendere le responsabilità e le conseguenze di quel che è emerso dalla relazione degli ispettori prefettizi.