I falò nei quartieri, la notte dell'Immacolata, non devono essere accesi. E' chiaro il messaggio lanciato dal Comune di Castellammare dopo gli ultimi sequestri in diversi quartieri della città delle acque. Nella giornata di ieri è stata portata a termine un'operazione della Polizia di Stato nella zona Sud della città, all'Acqua della Madonna. Alle spalle di Fontana Grande, e nei pressi della stazione Circum di Antiche Terme, i ragazzi avevano nascosto tutto il materiale raccolto per creare il classico «fucaracchio». Gli agenti del Commissariato stabiese, però, in breve tempo sono riusciti a portare via il tutto infliggendo un duro colpo a coloro che cercavano di organizzare il falò anche se vietato dal Comune. Sono stati sequestrati in tutto 60 tonnellate di legna composta da mobili lasciati per strada da altri cittadini e soprattutto tronchi d'albero. E' questo il dato che preoccupa maggiormente considerato che tagliare alberi a Quisisa
na, o sui Lattari, è assolutamente pericoloso: il rischio frane potrebbe essere maggiore. Questi ragazzi, però, senza un minimo di attenzione e di cura della propria città, pur di vincere una ipotetica gara tra quartieri, si rendono protagonisti di simili comportamenti. A tutto ciò, inoltre, bisogna aggiungere anche il materiale scoperto questa mattina a Moscarella dove un'operazione congiunta della Polizia Ambientale e Am Tecnology, coordinata dall'assessore Francesco Balestrieri, ha garantito il sequestro di altra legna nascosta nel quartiere della periferia Nord. Dopo i blitz al Cmi, al Savorito e anche a Scanzano, pian piano le forze dell'ordine stanno controllando tutti i rioni più a rischio per evitare l'accensione dei falò. Intanto si attende il 30 novembre per conoscere la ditta che si occuperà, invece, dello spettacolo pirotecnico sul lungomare e soprattutto dell'accensione di ben «quattro» fucaracchi a ridosso del mare.