Il falò al Savorito contro i pentiti è diventato un caso di rilevanza nazionale. In tutta Italia si parla della sfida lanciata allo Stato da parte della camorra che ha infangato il nome della città di Castellammare e di tutti gli stabiesi. Tante sono le reazioni delle ultime ore, del mondo politico e non, e non tarda ad arrivare anche il commento di chi quel quartiere lo vive ogni giorno, cercando di allontanare i ragazzi dalla strada. La comunità parrocchiale e l'associazione "Gesù Buon Pastore" del Savorito lancia un nuovo appello alla politica locale, colpevole di aver abbandonato ormai da tempo l'intero quartiere: «Siamo costretti a denunziare il persistente abbandono del territorio da parte delle istituzioni che lo lascia alla mercé di ogni tipo di attività, anche eversiva. Vogliamo proporre soluzioni concrete per la riqualificazione del territorio. Ancora una volta insistiamo nel richiedere che lo spazio in cui si è consumato l'evento, attualmente oggetto di appropriazione indiscriminata, sia restituito ai cittadini che abitano il quartiere, adibendolo a servizio per la collettività. La zona in questione, presenta gravi emergenze di viabilità, sia per la vicinanza della Stazione della Circumvesuviana di Pioppaino, sia per il mercato rionale settimanale, sia per i frequenti allagamenti che si verificano in tempo di pioggia».
«Si ripropone di adibir
e il famigerato suolo del falò a parcheggio per i residenti e per i pendolari che utilizzano la Circumvesuviana, con creazione di “spazio pubblico" aggregativo sottoposto ad adeguata vigilanza. Nello stesso ampio spazio, inoltre, si propone di creare un collegamento alternativo che eviti il tratto di strada che abitualmente è soggetto ad allagamento». Iniziative che in parte potrebbero risolvere problemi del quotidiano in uno dei quartieri più difficili di Castellammare e che inoltre potrebbe evitare il riproporsi di comportamenti come quelli di venerdì scorso.
«Convinti che il problema delle periferie non si risolva con sterili manifestazioni d'impulso, ma con un sincero interessamento della cittadinanza e con una concreta programmazione di interventi, ci rivolgiamo alle Istituzioni locali affinché: non rivolgano l'attenzione al Rione solo in tempo di elezioni o in occasione di episodi eversivi, naturale conseguenza dello stato di abbandono in cui esso è lasciato; prendano in seria considerazione l'urgenza della riqualificazione delle periferie onde prevenire il reiterarsi di tali eventi e permettere l'integrazione sociale e culturale dei residenti nel contesto cittadino. La Comunità Parrocchiale e l'Associazione ”Gesù Buon Pastore", si dichiarano disponibili ad ogni forma di collaborazione con le Istituzioni perla concretizzazione delle proposte avanzate» concludono.