#Noi siamo invisibili per questo governo» e #Facciamorumore. Sono gli slogan scelti dalle scuole pubbliche paritarie cattoliche – tra le quali annoveriamo sul territorio di Castellammare di Stabia l’importante realtà dell’ Istituto Santa Teresa Del Bambin Gesù - che il 19 e il 20 maggio hanno deciso di esprimere il proprio dissenso nei confronti dei provvedimenti governativi che non hanno previsto interventi sufficienti a loro sostegno.
E’ importante ricordare a tutti che le Scuole paritarie svolgono un servizio pubblico caratterizzato da un progetto educativo e da un programma formativo perseguiti con dedizione e professionalità. Anche in questo periodo di chiusura forzata delle scuole i bambini non sono stati lasciati soli ed hanno scoperto “la didattica a distanza” attraverso la quale poter continuare il percorso di apprendimento scolastico e soprattutto di restare in contatto quotidiano con compagni di classe e docenti . Attraverso questa nuova esperienza e grazie alla dedizione di eroici docenti i bambini sono diventati più schietti, più maturi, più collaborativi. Questo tsunami improvviso ha permesso loro un balzo di crescita e responsabilizzazione davvero notevole.
Le scuole paritarie attualmente in Italia sono 12.564 per un totale di 866.905 studenti, a fronte delle 40.749 statali. Per la maggior parte di esse si tratta di scuole dell’infanzia (8.957), 1.385 le primarie, 622 le medie e 1.600 le superiori. Un settore quindi che coinvolge un gran numero di famiglie e di lavoratori, visto che le scuole paritarie garantiscono 180.000 posti di lavoro.
Eppure sino a oggi tale settore è stato quasi completamente ignorato dai provvedimenti straordinari del Governo per far fronte all’emergenza lavorativa ed educativa creata dal coronavirus. Allo Stato non sono stati chiesti né privilegi né elemosina, ma di riconoscere il servizio pubblico che queste realtà assicurano. intervenendo con un fo
ndo straordinario destinato alle realtà paritarie oppure con forme di sostegno, quali la detraibilità delle rette. Senza tali interventi statali, si corre seriamente il rischio che a settembre molte scuole non abbiano più le risorse per restare aperte. Oppresse dalla crisi economica, molte famiglie hanno infatti smesso di pagare la retta anche se la scuola ha continuato a erogare il suo servizio a distanza. Pur comprendendo le difficoltà delle famiglie, le scuole devono però continuare a garantire gli stipendi ai docenti. Ma se le scuole paritarie fossero costrette a chiudere sarebbe un grandissimo problema anche per lo Stato poiché gli studenti delle paritarie si riverserebbero sulla scuola pubblica, che già oggi non dispone di spazi adeguati e soffre la carenza di docenti.
A causa di tutto questo, le date scelte “per rumoreggiare nei confronti di un Governo smemorato” – 19 e 20 maggio – non sono casuali: in calendario, infatti, c’è la discussione, in Parlamento, degli emendamenti al Decreto governativo per il Rilancio. Si tratterà comunque di un “rumore educativo” ed educato , un “rumore costruttivo”. In epoca di distanziamento da coronavirus le manifestazioni di protesta corrono sulle piattaforme social e sul web attraverso la pubblicazione di slogan, loghi, dirette, flash mob virtuali attraverso cui diffondere i temi della libertà di scelta educativa; del diritto di apprendere senza discriminazione; della parità scolastica tra pubblica statale e pubblica paritaria; della libera Scuola in libero Stato.
L’Associazione a tutela dei consumatori Adiconsum di Castellammare di Stabia si fa portavoce di questo “rumore costruttivo” al fine di aprire gli occhi ai nostri parlamentari affinchè non lascino indietro nessuno. Perché o l’Italia riparte dalla scuola, da questo grembo dove si entra bambini e si esce cittadini di uno Stato democratico, oppure non ripartirà affatto.