Nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere per Giovanni Lambiase e Antonio Maragas, il duo che in compagnia di Giuseppe Maragas seminava il panico nel rione Cmi di Castellammare. I carabinieri, agli ordini del tenente Andrea Riccio, hanno notificato loro il provvedimento nel carcere di Secondigliano su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia. L'accusa è di estorsione e violenze private aggravate dal metodo mafioso. Maragas e Lambiase sono stati arrestati alcune settimane fa dopo che i militari li beccarono in flagranza in un bar di traversa Varo mentre intascavano 500 euro da una ditta edile di Pompei. I due avevano ricevuto una prima ordinanza di custodia cautelare dalla polizia di Stato e oggi, a distanza di 20 giorni, sono stati colpiti da un nuovo provvedimento notificato dai carabinier
i di Castellammare di Stabia.
Maragas e Lambiase non risparmiavano nessuno al Cmi; tutti erano costretti a pagare il pizzo, anche i parenti di alcuni elementi di spicco della criminalità di Castellammare di Stabia. Un modus operandi che non era piaciuto ai D'Alessandro e in parte anche ai Cesarano di Ponte Persica in quanto avrebbe minato gli equilibri della mala. Lambiase e Maragas, come testimoniato anche dalle indagini delle forze dell'ordine, si muovevano comunque per conto della cosca fondata da Ferdinando Cesarano quando andavano a chiedere il pizzo agli imprenditori. Una vicinanza dettata anche dagli ottimi rapporti che Giovanni Lambiase aveva con Nicola Esposito, alias 'o mostro. Dopo quasi sei mesi di violenze, le forze dell'ordine sono riusciti ad assicurarli alla giustizia.