Ieri escursione nei boschi di Quisisana, fuori dai sentieri per risalire i ruscelli, organizzata dall’Archeoclub d’Italia – Stabiae.
“Consigliamo sempre di fare l'escursione con persone qualificate e lungo i sentieri già tracciati – precisano - Ma nel nostro gruppo ci sono guide esperte e grazie a loro esploriamo i luoghi meno conosciuti. Abbiamo deciso di esplorare i boschi di Quisisana risalendo il Rio Lavello fino all'arco canale dell'antico acquedotto, da non confondere con quello borbonico che alimenta le fontane del Re. Abbiamo monitorato la cascata del lavello dal mese di Novembre del 2022, ebbene a distanza di circa 5 mesi continua ad essere alimentata con una portata d'acqua ancora accettabile, che ha raggiunto la massima agli inizi del mese di febbraio dell'anno corrente”.
Una pas
seggiata tra la natura, in luoghi incantanti ma che andrebbero “curati. Ovunque alberi divelti, qualche rifiuto sversato nella parte alta e trascinato giù dalla corrente. Insomma è ora che le Istituzioni tutte prendano coscienza di un bene così prezioso come l'acqua e un'area boschiva come quella di Quisisana. Abbiamo trovato lungo i sentieri, ma anche lungo la strada, alberi divelti perchè ormai senza vita. Nonostante ciò è un posto meraviglioso che intendiamo valorizzare, noi faremo la nostra parte ma le Istituzioni dovranno fare la loro. I boschi di Quisisana tra qualche anno rischiano di sparire e dei castagni secolari sono rimaste solo le piante parassite. Confidiamo molto nell'intervento del Commissario Prefettizio a cui lo scorso anno abbiamo segnalato la situazione di degrado generale” concludono.