Furti al San Leonardo. A farne le spese sono stati un medico ed un infermiere a cui i ladri hanno portato via i portafogli. Si tratta solo dell’ultimo episodio registratosi nel nosocomio stabiese dove già da tempo si verificano episodi simili.
A quanto pare, i ladri si sono introdotti nello spogliatoio del personale riuscendo a portar via i portafogli di un medico e di un infermiere sistemati all’interno delle cassettiere. Sul caso indagano ora gli agenti di polizia del locale commissariato, agli ordini del primo dirigente Paolo Esposito e del vicequestore Francesco Galante.
In passato i ladri, sempre entrando di nascosto nei locali riservati al personale, riuscirono a portar via anche carte di credito e oggetti in oro. Una situazione dunque sempre più fuori controllo, che mette a repentaglio non solo la necessaria tranquillità dei degenti e dei loro familiari, ma addirittura la stessa incolumità fisica dei dipendenti dell’ospedale.
Negli ultimi tempi dunque si è registrato un incremento degli episodi di microcriminalità all’interno del San Leonardo. Episodi che hanno destato un forte senso di preoccupazione e insicurezza tra i lavoratori, pazienti e loro familiari, sentimento accentuato anche dal momento di particolare difficoltà sociale.
I momenti più esposti sono quelli del “passo”: dalle 9 alle 12 e dalle 17 alle 19 quando, in pieno giorno, i malintenzionati possono facilmente mescolarsi alla folla di utenti, visitatori e dipendenti. Anche di notte, tuttavia, non c’è pace: il ladro, spiegano alcuni infermieri, entrato con il passo serale si può “nascondere in qualsiasi locale incustodito per attendere la notte” e agire. Chiudere le porte esterne, dunque, non basta.
Bersagli privilegiati sono borse e indumenti lasciati incustoditi da pazienti e loro visitatori, ma anche gli spogliatoi dei dipendenti. E c’è pure chi si porta via “beni aziendali”. I luoghi più colpiti, dunque, sono i reparti alla mattina e gli spogliatoi di sera e di notte. Come metterci un argine? Potenziando i sistemi di allarme e di videocontrollo e aumentando il personale di sorveglianza, ma anche sensibilizzando i dipendenti a una maggiore attenzione verso il fenomeno. Si prevede dunque l’aumento di controlli e di sorveglianza sia dell’esterno dell’ospedale, che dei reparti e degli spogliatoi riservati a medici e infermieri. L’obiettivo è quello di evitare spiacevoli episodi come quelli capitati, appena pochi giorni fa, al medico sorrentino e all’infermiere stabiese.