Lungo calvario per una 67enne stabiese alle prese con alcuni esami clinici. Il suo lungo iter, all’interno dei servizi sanitari offerti dalle strutture pubbliche ricadenti nell’ambito dell’Asl Na 3 Sud, ha avuto inizio il 3 ottobre scorso per concludersi solo oggi, lunedì 27 novembre. Circa due mesi per avere i risultati ematici e controllare il suo stato di salute.
E’ la stessa signora, che ci ha contattato telefonicamente, a raccontare come è andata. «Il 3 ottobre scorso il mio medico curante mi ha prescritto della analisi per controllare i valori del sangue, con particolare riferimento ad esami relative all’epatite. Si tratta di analisi che in passato potevano essere svolti tranquillamente presso l’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia. Oggi, invece, se ci si vuole avvalere di strutture pubbliche bisogna recarsi presso il Bottazzi di Torre del Greco oppure a Nola. Ho deciso quindi di eseguire le analisi a Torre del Greco, prenotando gli esami attraverso il CUP (centro unico di prenotazione). Subito dopo mi sono accorta che dall’elenco degli esami prescritti dal medico ne mancava una molto importante. Ho quindi chiesto al CUP di modificare la richiesta, ma mi è stato detto che era necessario annullare la prenotazione, farsi rifare la ricetta dal medico e rieffettuare la prenotazione. E così ho fatto. Il giorno stabilito mi reco quindi al Bottazzi di Torre del Greco, pago il ticket di circa 66 euro ed effettuo il prelievo. Attendo quindi la data per il ritiro dei risultati ma, quando ne entro in po
ssesso, mi accorgo che mancano alcuni esami. Ripeto quindi il prelievo recandomi presso il centro trasfusionale dove, però, mi dicono che occorre una nuova ricetta medica. Mostro il referto del ritiro degli esami di Torre del Greco ed il ticket già pagato e solo dopo una lunga discussione riesco a convincere l’addetto. Alla fine, finalmente, solo stamattina – lunedì 27 novembre – sono riuscita ad avere l’esito completo delle analisi».
Un lungo calvario, come già detto, che ha portato la donna alla decisione di rendere nota la sua storia con la speranza che si possa migliorare l’intero processo di gestione della sanità pubblica, almeno quella di competenza dell’Asl Na 3 Sud. «All’Ascalesi a Napoli, nell’Asl Na 1 – dice la donna – funziona tutto molto meglio. Ci si reca in ospedale, si paga allo sportello interno il ticket, e si effettuando le analisi. Perché non si può fare lo stesso a Castellammare o in altre strutture pubbliche del territorio ?».
«Io, per fortuna, riesco ad essere autonoma – conclude la donna – ma mi metto nei panni di chi, invece, è costretto a chiedere il supporto di parenti o amici per spostarsi tra una struttura e l’altra, tra il medico curante ed i centri di analisi. Come possono fare ad utilizzare un servizio pubblico se questi risulta così farraginoso ?. Io preferisco gli ospedali ai centri convenzionati, ma nel pubblico ci sono troppe barriere. Mancano le linee guide per i cittadini».