Una scuola di formazione politica per far crescere la futura classe dirigente cittadina. E’ stato questo l’obiettivo della parrocchia della chiesa di Sant’Antonio di Padova di via Allende che ha tenuto a lezione nelle ultime settimane centinaia di ragazzi. L’atto conclusivo è stato poi l’appuntamento di ieri pomeriggio presso il teatro Kerol della stessa Chiesa a cui hanno preso parte personaggi di spicco quali il Procuratore generale della Corte d’Appello, Luigi Riello, ed il presidente dell’Autorità nazionale anti-corruzione, Raffaele Cantone. E sono stati proprio loro, nei rispettivi interventi, a soffermarsi anche sul rischio di infiltrazioni camorristiche nella politica.
«Prima il camorrista doveva capire come infiltrarsi nella politica. Oggi si candida direttamente» ha detto Riello. Un messaggio forte che lancia l’allarme proprio in vista delle elezioni politiche a Castellammare di Stabia previste per il prossimo 10 giugno. «Oggi ci sono rapporti stretti tra politica e criminalità organizzata – ha continuato Riello - Quando viene proposto un nome della società civile ci si scandalizza quasi fosse un evento straordinario, un fatto rivoluzionario, perché scalfisce le regole della politica della casta».
Più nello specifico va Cantone. «Ho seguito la
vicenda stabiese, anche se a distanza, e tre scioglimenti sono l’emblema di una società civile sfilacciata. Serve una società civile all’altezza della sfida per combattere la corruzione, ma la società civile attuale evidentemente si merita questa politica. Finché non ci sarà una società civile in grado di mandare a casa chi non merita di fare politica, non sconfiggeremo mai la corruzione».
Ed è proprio su queste parole che interviene il commissario cittadino di Forza Italia, Antonio Sicignano. «L’allarme di Riello non rimanga inascoltato. In città circolano voci preoccupanti sulla modalità con cui si stanno allestendo alcune liste. Spero si tratti solo di voci e null’altro. Si tratta di un fatto da non sottovalutare. Occorre intervenire con fermezza» ha detto Sicignano.
«Alcuni anni fa, su mia proposta, l’intero consiglio comunale decise di dedicare l’aula consiliare ai magistrati antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – ricorda il commissario di Forza Italia - Si tratta di una scelta dovuta e simbolica, dalla portata dirompente, che mai prima di ora si era verificata nella nostra città. Ebbene quella targa deve suggerire attenzione e fermezza, nella selezione di chi si appresta ad entrare in quell’aula» conclude.