Mancano due giorni al ballottaggio del prossimo 24 giugno tra Gaetano Cimmino e Andrea Di Martino. Le coalizioni perdenti, ovvero Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali e quella che comprende il Partito Democratico, hanno già manifestato la propria intenzione a presentare scheda bianca e di conseguenza di non garantire l'appoggio a nessuno dei due candidati sindaco. L'unico che ha tentato di fare un'apertura è stato Tonino Scala il quale ha presentato un documento basato sui punti di programma più importanti per LeU e sui quali chiedeva chiarezza ai due candidati. Dopo aver analizzato le risposte sia di Gaetano Cimmino sia di Andrea Di Martino, Torino Scala ha lasciato liberi i suoi sostenitori i quali sceglieranno da soli se votare scheda bianca o uno dei due candidati. Alcuni membri di LeU come Alessandro Zingone hanno già manifestato il pieno sostegno a Cimmino.
Discorso diverso invece per il MoVimento 5 Stelle che ieri in un comunicato stampa ha ribadito ancora una volta la totale neutralità per il prossimo turno elettorale. Come ormai accade da anni, per i pentastellati nessun'alleanza e nessun accordo con gli altri due candidati sindaco. Fa discutere invece la presa di posizione del Partito Democratico che al momento vive un periodo di profonda crisi. Il segretario dem Nicola Corrado, dopo la sconfitta del primo turno elettorale, ha deciso di rassegnare
le sue dimissioni mentre il resto del partito ha chiesto ai suoi lettori di votare scheda bianca. Sulla stessa lunghezza d'onda anche Massimo De Angelis e Campania Libera. Ma tra i dem e allo stesso tempo anche tra le liste che erano a sostegno del farmacista stabiese sono presenti delle divisioni importanti. Nel Pd, Andrea Ciccarelli ha già manifestato il suo totale appoggio ad Andrea Di Martino e anche altri esponenti di spicco dei Partito Democratico sono pronti a fare altrettanto. Chi si è opposto ad una possibile alleanza con l'ex vicesindaco è sicuramente Francesco Iovino, Antonio Pannullo e tutti i membri della passata amministrazione che sono stati mandati a casa proprio dagli aspiranti consiglieri che in questo momento fanno parte della coalizione dell'ex dirigente del PD. Allo stesso tempo, per diversità di ideali e di programmi, Pannullo e company hanno già manifestato la loro totale distanza da Gaetano Cimmino.
La situazione quindi risulta essere abbastanza complicata e se dovessero essere rispettate questo tipo di premesse probabilmente la percentuale di votanti sarà nettamente inferiore rispetto al 62% del 10 giugno. In quell'occasione Cimmino raggiunse il 30% delle preferenze mentre invece Andrea Di Martino si fermò al 22%. Tra di loro ballano ballano 3000 voti di differenza che potrebbero essere determinanti.