Politica & Lavoro

Castellammare, dove sta la medio borghesia?

Oggi non è una città turistica, non è una città operaia e non è una città termale.


di Antonio Sicignano, ex consigliere comunale e candidato sindaco a Castellammare di Stabia.

Matteo Cosenza, Antonio Polito e Luigi Vicinanza - dalle pagine di Repubblica e Corriere del Mezzogiorno - hanno lanciato un dibattito molto interessante sulla “piccola Napoli”, ovvero su Castellammare di Stabia. Il tema è sicuramente accattivante e non posso non intervenire. Io sono stato per tre volte consigliere comunale di Castellammare (sempre di opposizione) e per una breve parentesi sono stato anche tra gli amministratori delle nuove Terme di Stabia.

Matteo Cosenza ha perfettamente ragione quando racconta il degrado che oggi vive Castellammare rispetto agli anni scorsi. Francamente è sotto gli occhi di tutti che Castellammare oggi è una non città: non è una città turistica, non è una città operaia e non è una città termale. Quando ho iniziato a percorrere i primi passi in politica, se mi avessero raccontato come sarebbe diventata Castellammare non ci avrei creduto. Lo stesso Cosenza ha ricordato che, negli anni ’80, il tema del dibattito era se investire nelle Terme nuove o nelle Terme vecchie. Oggi abbiamo risolto ogni dubbio: sono fallite entrambe. Ha ragione anche Antonio Polito quando ricorda il post terremoto degli anni ’80. Credo che forse siano stati quelli gli anni che hanno cambiato la città, trasformando la “piccola Napoli” di Viviani in una necropoli governata dalla illegalità mafiosa. Mentre altre città a noi vicine (tipo Sorrento) hanno compiuto passi da gigante verso il turismo, noi siamo rimasti impantanati in una tragedia greca, in cui quei quattro soldi che arrivavano finivano per alimentare le casse del peggior malaffare. In quale città di Italia sono stati uccisi dalla camorra due consiglieri comunali in 10 anni circa?

Ebbene, ci si chiede: a cosa è dovuto il degrado attuale di Castellammare?

Personalmente non credo che sia stato determinante la scelta di investire sul nuovo complesso termale del Solaro, come sostiene Cosenza. Le nuove Terme sono fallite per un motivo molto semplice: lo Stato ha smesso di pagare per le cure dei militari. I clienti delle Terme erano i dipendenti pubblici (per lo più militari) che si recavano in città per curarsi. Il tutto erano finanziato dallo Stato. E, tramite questo meccanismo, le Terme di Stabia sono andate avanti per anni. Quando lo Stato ha

smesso di finanziare le cure dei militari, le Terme sono entrate in crisi. Si è cercato di fare un centro benessere, ma era ovvio che si trattava di una operazione fallimentare. Potevano chiamarsi nuove terme o vecchie terme il risultato sarebbe stato lo stesso.

Quindi: se non è stata colpa delle nuove Terme, l’attuale degrado può essere dovuto al post terremoto, in cui ha progredito la camorra stabiese? Forse la risposta può essere affermativa, ma non è una risposta risolutiva. La camorra è un fenomeno odioso che io ho cercato anche di combattere nel mio piccolo (mi porto come una medaglia un verbale di un pentito di camorra che dice che io e un ingegnere del comune davamo fastidio, perché ci eravamo opposti ai parcheggiatori abusivi della camorra sui bagni di Pozzano). Essa ha sicuramente peggiorato un contesto già precario ma non è l’unica responsabile. Altre città del comprensorio condividono con Castellammare questo problema, ma hanno fatto passi da gigante in ambito industriale (si veda Gragnano con l’industria della pasta).

Cosa ha quindi prodotto questo stato di cose? A mio modesto avviso la responsabilità ricade su un fenomeno verificatosi in città a partire dagli anni 2000: la medio - borghesia ha abbandonato la politica locale. Tranne poche eccezioni, i professionisti, i piccoli imprenditori, gli studiosi, i medici e molti altri si sono disinteressati del futuro della città. Castellammare per loro è diventata solo un dormitorio o una villa comunale in cui trascorrere qualche ora di relax. Si veda l’ultimo consiglio comunale: non c’è più un dibattito. Molti consiglieri non sono mai intervenuti. Altri, quando intervengono, dimostrano che era meglio che non intervenivano. Eppure, un tempo il consiglio comunale di Castellammare era noto per essere teatro di discussioni politiche. E non mi riferisco a quelle in cui ero io protagonista, che comunque vi erano. Ricordo i consigli comunali degli anni 80 o 90. Tutta un’altra storia.

Ancora oggi si dice che ciò che si verifica nella politica a Castellammare anticipa ciò che poi si verificherà in ambito nazionale. Lo si dice perché Castellammare è sempre stato teatro di importanti discussioni e dibattiti. Bene, considerato l’attuale contesto, verrebbe da sperare che non sia più così. Altrimenti, dovremmo solo dire: povera Italia!


sabato 23 maggio 2020 - 08:18 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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