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Castellammare - Dissesto idrogeologico, progetti ancora fermi al palo. Il rischio frane incombe su centro antico e Pozzano

Nel corso della Commissione Urbanistica è emersa la volontà del Comune di essere soggetto attuatore in materia, ma anche l'assenza di progetti per l'immediato e a lungo termine. Pesano cme macigni i 10 milioni sfumati nella passata gestione.


Il rischio frane incombe sul centro antico e su Pozzano. Castellammare di Stabia continua ad essere annoverata tra le città col maggior pericolo in Italia in materia di dissesto idrogeologico e a Palazzo Farnese si fatica ancora a tradurre le parole in fatti. La disponibilità ad essere soggetto attuatore e ad appaltare gli interventi di manutenzione, d'altra parte, si scontra con l'effettiva assenza di progetti e con l'accantonamento temporaneo di una vicenda che, con l'arrivo dell'inverno, tornerà ad affliggere le famiglie residenti al centro storico e lungo la Panoramica. È altresì vero che persistono difficoltà correlate alla perdita dei fondi durante la passata gestione amministrativa a causa della presunta mancanza di figure competenti paventata da Nicola Cuomo. Ben 10 milioni di euro, messi a disposizione per trovare una soluzione al problema, sono andati mestamente in fumo e sono tornati alla base, motivo per cui ad oggi la situazione sta vivendo una fase di stallo. La Commissione Urbanistica odierna a Palazzo Farnese non ha fatto altro che alimentare i dubbi in merito al percorso intrapreso finora, pur confermando le difficoltà nel gestire un processo che richiede un contributo importante anche da parte della Regione Campania in virtù della sanguinosa perdita dei fondi destinati al progetto. La geologa Ant

onella Guerriero, intervenuta a nome dell'Ente Parco Regionale dei Monti Lattari, ha fatto proprio riferimento a questa problematica, sottolineando anche che intanto Arcadis, l'agenzia regionale per la difesa del suolo, sta per chiudere i battenti e che nel Burc del 26 giugno sono state programmate alcune risorse per cercare di porre rimedio alla questione. Alla Commissione hanno preso parte, oltre al presidente Rosario Cuomo, anche Tina Donnarumma, Antonio Alfano e Angela Duilio in qualità di componenti della maggioranza, e Salvatore Vozza, Gaetano Cimmino e Antonio Cimmino, che hanno messo da parte per l'occasione il proprio intento di disertare le riunioni della Commissione. Ma ora che i 10 milioni di euro sono sfumati, nell'immediato che si fa? Il quesito ha rappresentato il filo conduttore della discussione odierna, dato che vasche borboniche, canaline e pozzetti sono privi di manutenzione da oltre vent'anni e l'inverno non è poi così lontano. Nella nuova programmazione dei fondi europei, tra l'altro, trovano ampio spazio le problematiche in materia ambientale, ma non è stato predisposto nulla in merito alla questione del dissesto idrogeologico per il territorio stabiese, mentre si fa largo l'ipotesi di intraprendere un tavolo di confronto con l'Ente Parco per studiare un progetto che possa garantire soluzioni a medio e lungo termine.


mercoledì 19 luglio 2017 - 14:56 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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