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Castellammare - Dissesto idrogeologico, l'Ente comunale recupera i fondi per il progetto esecutivo. Sarà soggetto attuatore?

La spesa per il progetto esecutivo è pari a 300mila euro, ma il Comune potrebbe attingere al fondo di riserva e poi avviare la gara per individuare il soggetto privato a cui affidare il progetto e sfruttare i 10 milioni del Ministero dell'Ambiente per gli interventi atti a prevenire il rischio idrogeologico.

di Giancarlo Esposito


Il Faito ora fa davvero paura. Gli incendi che hanno devastato il monte simbolo dei Lattari hanno anche accentuato la componente di rischio legata al dissesto irdogeologico, dato che la coltre di cenere generata dalle fiamme costituisce una patina impermeabile su cui il flusso detritico prodotto dalle piogge potrebbe scorrere e invadere case e strade, mettendo a serio rischio l'incolumità dei residenti sulle montagne, nell'area di Pozzano e soprattutto nel centro antico. La minaccia delle frane, d'altra parte, è una mannaia appesa sulla testa degli abitanti del centro storico di Castellammare di Stabia, da anni in attesa di un rimedio ad un problema che stavolta può davvero esplodere in tutta la sua furia devastante in seguito ai roghi che hanno spazzato via ettari di vegetazione. L'Ente comunale, intanto, si è proposto in qualità di soggetto attuatore per gli interventi da compiere sul Faito, al fine di eludere il rischio idrogeologico e mettere in sicurezza la montagna, ma il nuovo Codice degli Appalti ha imposto un progetto esecutivo la cui spesa ammonta a circa 300mila euro, una cifra difficile da reperire per un Comune in dissesto finanziario. Ma l'assessore Francesco

Balestrieri avrebbe ormai deciso di chiedere uno sforzo all'Ente, attingendo al fondo di riserva per finanziare il progetto esecutivo e dare il via così alla procedura di gara per l'individuazione di un soggetto privato a cui affidarlo. I 10 milioni di euro necessari per l'intervento, andati perduti nel corso della precedente gestione amministrativa per “carenza di competenze”, sarebbero stati ormai recuperati ma resteranno confinati al Ministero dell'Ambiente se non si provvederà in tempi brevi ad avviare il progetto con le analisi, i carotaggi e i prelievi da effettuare sul Faito. Ma il Comune sarà davvero in grado di sostenere un progetto così ambizioso? Non sarà facile, ma un tentativo sarà effettuato, altrimenti l'incombenza finirà esclusivamente nelle mani della Regione. Nell'immediato, però, il problema è tutt'altro che risolto e sarà necessario sollecitare Palazzo Santa Lucia a provvedere almeno alla pulizia delle vasche borboniche, una soluzione tampone per far defluire parzialmente le acque meteoriche lontano dai centri abitati e ridurre il rischio che le piogge invernali possano convertire la minaccia in tragedia.


domenica 3 settembre 2017 - 13:45 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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