«Il rilancio del turismo a Castellammare non può non ripartire dalle terme e dalla valorizzazione del centro antico. Occorre rimuovere quella spada di Damocle che è il rischio frane, intervenendo sul dissesto idrogeologico». Lo hanno sottolineato i Consiglieri del Gruppo Movimento 5 Stelle Francesco Nappi e Laura Cuomo che hanno per questo protocollato ieri mattina una mozione indirizzata al sindaco Gaetano Cimmino, al presidente del consiglio Vicenzo Ungaro e all’assessore all’ambiente Gianpaolo Scafarto.
«Ripresentiamo la mozione sul dissesto idrogeologico già presentata durante la precedente amministrazione Pannullo – precisano - affinché la nuova amministrazione, finalmente ponga fine a questo rischio».
Un territorio, quello stabiese, che morfologicamente presente diverse criticità, tutte elencate nella mozione presentata dai grillini. «L’analisi di ciascuna categoria di rischio dovrebbe prevedere un accurato studio locale – si legge - , atto a minimizzare le conseguenze di ciò che in natura è inevitabile, molto si può fare in fase di progettazione e messa in sicurezza, con un’ indagine di micro zonazione sismica, con relativa analisi della sismicità locale, un adeguamento sismico (specialmente per gli edifici comunali e scolastici), prevedere la possibilità di istituire il “fascicolo del fabbricato” poiché anche le nostre abitazioni non sono eterne ma subiscono un deterioramento che porta ad un indebolimento delle caratteristiche strutturali, come si può notare specialmente nel centro antico».
r />La tragedia di Pozzano del 1997. «E’ chiaro che questa conformazione territoriale – prosegue la mozione - unitamente al tipo di depositi presenti favorisce, in alcune zone, l’innesco di fenomeni gravitativi che possono avere varia energia e varie dimensioni (è triste dover ricordare la frana di Pozzano del 1997 che interessò depositi piroclastici che, in gran parte della zona, ricoprono il substrato roccioso carbonatico mesozoico. Il movimento che si generò è sicuramente un movimento complesso che partì da circa 440 m s.l.m. come scorrimento e diventò una colata rapida di terra e detrito incanalandosi in un impluvio naturale andando poi a colpire un’abitazione dove morirono due persone e continuò invadendo la S.S. 145 Sorrentina coinvolgendo molti veicoli che furono sbalzati sulla spiaggia sottostante uccidendo altre due persone, con altissimo costo di danni oltre alla perdita di vite umane. L’energia della frana fu tale che terminò la sua corsa dopo essere penetrata per 50m nel mare».
Per questo, l’impegno che si chiede all’amministrazione comunale è quello di «promuovere un accordo con la Regione Campania per recuperare il ruolo del Comune come soggetto attuatore delle opere già finanziate per 10Milioni di euro (Ripristino Strada Castellammare - Monte Faito), ma anche per realizzare e attuare al più presto un piano di manutenzione e pulizia del reticolo idrografico, analizzando lo stato di fatto di ciascun rivo, nonché la redazione del piano di manutenzione ordinaria e periodica delle Vasche di Contenimento di epoca Borbonica».