Cumuli di rifiuti sul marciapiede abbandonati da tempo, a pochi metri da una scuola. Accade in via Ugo Foscolo dove una residente ci scrive per denunciare quanto avviene sotto la propria abitazione «dove – racconta - «c’è un mucchio di spazzatura che, per 3 anni, era formato da calcinacci caduti da un cornicione. Adesso è diventata una discarica sul marciapiede che nessuno viene a togliere. Ho fatto diverse comunicazioni ai vigili, mi rispondono che comunicheranno loro alle unità competente, ma non è cambiato niente».
Insomma, una situazione come tante sul territorio stabiese dove l’inciviltà dei cittadini sembra avere la meglio sull’opera di controllo e repressione delle istituzioni. Ma, come detto, in questo caso c’è l’aggravante che a pochi metri da questo scempio c’è una scuola frequentata ogn
i giorno da centinaia di bambini. Un luogo dove l’abbandono di rifiuti viene spesso denunciato anche dagli stessi genitori.
«Se poi uscendo dalla scuola della Basilio Cecchi qualche bambino cade – conclude la donna - poi si provvede a rimuoverli. Ma allora perché aspettare che succede qualcosa?» si chiede amaramente la donna.
Un quesito classico in queste circostanze ma che mette questa situazione sotto una duplice chiave. Come detto, sicuramente il dito va puntato contro chi si rende colpevole dell’abbandono dei rifiuti. L’altro, invece, attiene prettamente la sfera istituzionale della vicenda. Se la signora ha denunciato la discarica, perché non viene rimossa? E soprattutto, perché non vengono individuati e puniti i responsabili considerando che propri nei pressi delle scuole i sistemi di videosorveglianza sono più presenti che in altre zone della città?