Il lavoratore e rappresentante sindacale della Uil Pietro Paolo Somma ha ricevuto 5 giorni di sospensione da Am Tecnology a seguito della concessione di un permesso di uscita anticipata a un dipendente, decisione che ha comportato la temporanea chiusura dell'isola ecologica di traversa Fondo d'Orto. Un provvedimento, quella dell'azienda responsabile della nettezza urbana stabiese, interpretata come un vero e proprio affronto di tipo vessatorio dal sindacato, per il quale si prospetta ora un nuovo scontro.
Lo scorso 29 aprile, infatti, il centro di raccolta è rimasto indisponibile per circa due ore, impedendo ai cittadini il conferimento dei rifiuti. Le cause, secondo quanto sostenuto dallo stesso responsabile Somma nel rapporto fornito il 9 maggio, sarebbero riconducibili alla richiesta di permesso di un operaio per un'urgenza legata alle condizioni di salute del padre. Concessione, questa, che si è aggiunta alle quattro assenze per malattia di quella stessa giornata: impossibile lasciare quindi la discarica operativa con soli quattro effettivi al lavoro.
Le spiegazioni sull'emergenza in atto il mese scorso, comunque, non hanno intenerito la direzione generale di Am, che ha comminato a metà maggio 5 giorni di sospensione dal lavoro e relativa detrazione dallo stipendio del signor Somma. Una comunicazione scarna, in cui non è nemmeno precisata la data di decorrenza della sanzione. Tanto è bastato comunque per mandare su tutte le furie la Uil, che ha attaccato i vertici aziendali definendo il provvedimento «del tutto arbitrario ed illegittimo».
«Fermo restando il diritto in capo al lavoratore di adire le vie legali a tutela dei propri interessi - prosegue la replica in merito della sigla sindacale firmata da Fabio Gigli -, diffidiamo Am quindi a non dare esecuzione all'illegittimo provvedimento che, peraltro, pare fortemente vessatorio nei confronti di un dirigente sindacale quotidianamente impegnato per la tutela dei lavoratori».
Stando alle motivazioni dei rappresentanti d
i categoria, infatti, l'attività svolta da Somma per la difesa dei diritti dei lavoratori avrebbe infastidito l'azienda con sede legale a Milano: le ultime segnalazioni della Uil in ordine di tempo hanno riguardato l'organizzazione della pianta organica dei lavoratori, le condizioni igienico sanitarie degli spogliatoi e i criteri di assunzione per raggiungere le unità di lavoro previste dal capitolato di appalto con l'Ente di palazzo Farnese.
Questioni scottanti, ma sulle quali il sindacato non intende arretrare minimamente: «Se l'azienda pensa di intimidirci sbaglia di grosso - hanno detto a Stabia Channel i segretari della Uil -. Abbiamo già ribadito che qualora ci fosse necessità di assunzioni, queste debbano essere compiute in tutta trasparenza. La segreteria valuterà se inviare tutta la documentazione al Ministero degli Interni».
«Esistono vari modi per tentare di liberarsi dell'azione di un sindacalista che tutela i lavoratori, ma ciò è semplificato quando il bersaglio è un proprio dipendente - punge ancora la sigla sindacale -. In tali ipotesi, per dare un segno del proprio potere e sufficiente azionare un procedimento disciplinare del tutto infondato, non rispettare le procedure di tutela previste e irrogare una sanzione di un certo peso, come la sospensione dal servizio e dalla retribuzione per 5 giorni, imponendo che sia immediatamente applicata senza neppure attendere il ricorso dell’interessato».
L'unica conclusione alla quale appare possibile giungere, conclude la nota, «è che in Am Tecnology abbia prevalso la volontà di intimidire un dirigente sindacale, ponendo in discussione la sua sopravvivenza lavorativa e quindi la sicurezza economica sua e della relativa famiglia. Ogni minaccia, intimidazione, tentativi di infiltrazione, discriminazione nei confronti degli iscritti al nostro sindacato, non sortiranno alcun effetto né sottrarranno Am dal giudizio delle autorità civili e penali alle quale adiremo».