Un solo imperativo: difendere e rilanciare la città. È questo l’appello rivolto a cittadini e associazioni per aprire un dibattito su Castellammare e risollevare la città. Questa mattina, presso la sala Annibale Ruccello, l’avv. Gianpaolo Valitutti, l’archeologa Maria Cristina Napolitano e il prof. Giuseppe Di Massa hanno esposto il piano di rilancio come di seguito elencato: «PERCHÉ?
La nostra città è stata oltraggiata, offesa, maltrattata. Lo scioglimento per camorra dell'amministrazione comunale rappresenta il punto più basso della vita politica e amministrativa, al di là delle decisioni che saranno assunte nelle sedi deputate alla valutazione del procedimento assunto dal Consiglio dei ministri. La violenza e la tracotanza dei clan camorristi che condizionano attività pubbliche, economiche, produttive hanno potuto inquinare anche il nostro Comune, come mai era accaduto prima. Le storiche tradizioni democratiche che hanno visto Castellammare tra le prime città a ribellarsi al nazifascismo nel 1943 sono state offuscate da una visione privatistica e personalistica della politica e delle istituzioni.
Occorre una rinascita civile e democratica, alimentata dalla partecipazione e animata da cittadine e cittadini “normali”. Occorre reagire squarciando la cappa di paura e di rassegnazione fatta calare sulla città dalle organizzazioni criminali. La città è il nostro spazio vitale. Alla nostra città, a Castellammare di Stabia, vogliamo dedicare un tempo della nostra vita. Per cambiarla, attraverso un impegno politico fatto di partecipazione democratica e di proposte imperniate su lavoro, cultura, ambiente, legalità, solidarietà.
CON CHI ?
Con chi si riconosce nei valori fondanti della Repubblica, democratica e antifascista, e ispira l’azione al rispetto della Costituzione. Con chi crede nel valore del lavoro come strada per la realizzazione della persona umana, con chi crede nella forza della cultura come strumento di crescita civile, con chi considera la solidarietà il tratto distintivo del proprio vivere quotidiano. Con chi vede il mondo con gli occhi dei bambini, con chi considera l’ambiente, il territorio e il paesaggio come valori distintivi di una società moderna. Con chi agisce e pratica la legalità quotidianamente. Con chi crede che amministrare la cosa pubblica sia un servizio reso in nome del popolo. Con chi vuole impegnarsi in politica senza chiedere, come premessa: “E a me, cosa spetta?”.
PER FARE COSA
Per difendere Castellammare. Questi sono mesi decisivi per una serie di scelte legate al Pnrr e ad altre iniziative di programmazione e progettazione dello sviluppo territoriale. Non possiamo aspettare il termine della gestione commissariale in Comune per discutere e indirizzare il futuro della città da qui ai prossimi dieci anni, al 2033.
Ora è il tempo delle scelte e per questo è necessari
o affiancare, stimolare e sostenere la commissione straordinaria su alcune grandi questioni, dalla portualità ai trasporti su ferro, dalla tutela ambientale ai beni culturali, dalla difesa del termalismo all’utilizzo del patrimonio immobiliare delle Terme di Stabia perché si eviti la vendita all’asta, dalle scelte in materia di turismo, sanità, politiche sociali e del lavoro, difesa del mare e della linea di costa, risanamento del Sarno e riammodernamento del sistema fognario e di depurazione, riduzione dell’inquinamento e mitigazione del rischio idrogeologico, rilancio del monte Faito e dei boschi di Quisisana.
Per cambiare Castellammare. Vogliamo offrire il nostro contributo di competenze, onestà, idee ed esperienze per riportare al centro del dibattito politico e dell’opinione pubblica i veri temi dello sviluppo e della crescita.
Castellammare può cambiare in meglio. Lavoro, ambiente, istruzione e cultura sono le armi più efficaci contro la camorra. Senza investire su questi quattro asset, da sola l’azione della magistratura e delle forze dell’ordine difficilmente riuscirà a incidere sul tessuto profondo sociale della città.
Lavoro, ambiente, istruzione e cultura: ripartiamo da Castellammare.
COME
Questo appello si prefigge dunque lo scopo di animare un dibattito franco e vivace sul futuro della città coinvolgendo forze politiche democratiche, sindacati, associazione imprenditoriali e di categoria (commercio, industria, artigianato, agricoltura, ecc.) associazioni, volontariato, mondo della scuola e della cultura, strutture di base, parrocchie, singoli cittadini, mass media. Un primo lavoro di ascolto è stato meritoriamente già avviato dalla Diocesi stabiese e da Cgil, Cisl e Uil. Bisogna continuare tutti insieme. Castellammare di Stabia dispone di tante intelligenze e professionalità: è il momento di chiedere ai suoi figli migliori di mettersi in gioco. Un altro futuro è possibile. Noi firmatari proponiamo di incontrarci in un luogo pubblico per un primo atto di presa di coscienza, per dire no alla rassegnazione. Per proseguire poi con incontri tematici per costruire insieme un programma per la città nella quale ci piacerebbe crescessero i nostri figli e nipoti.
L’idea è di dar vita a un’Assise della Città che calendarizzi per l’intero 2023 sedute monotematiche dedicate a esaminare lo “stato dell’arte”, con il contributo di esperti e di persone che conoscono dall’interno storie e processi, coinvolgendo la Commissione straordinaria del Comune, la Città metropolitana di Napoli e la Regione Campania. Tra i temi possibili noi proponiamo: la lotta alla camorra; la risorsa mare; la mobilità e il sistema dei trasporti; la risorsa Faito; le terme; i beni culturali; il decoro urbano.
È solo un primo, parziale elenco che con il coinvolgimento dei firmatari e dei cittadini potrà essere arricchito e ampliato.»