Decreti in ritardo e burocrazia lenta. Stentano a partire gli interventi del Pnrr a Castellammare. E così per le Terme e i beni confiscati bisognerà ancora attendere. Dal Governo era atteso un finanziamento da 12 milioni nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo per la riqualificazione strutturale delle Antiche Terme, forse l’ultimo treno per provare a rendere appetibile uno stabilimento che tra l’altro di recente sarebbe stato anche oggetto di raid e atti vandalici. Ma intanto al momento nulla è partito. Il motivo? Quei fondi, di cui Castellammare è risultata meritevole, non sono ancora arrivati a Palazzo Farnese. Stesso discorso per i 5 progetti relativi ai beni confiscati, in merito ai quali le schede erano state presentate a febbraio 2022 e ad oggi non c’è ancora chiarezza su temi e modi di eventuali
erogazioni di finanziamenti per il riuso di quei cespiti sottratti alle mafie, a partire dall’ex discoteca in periferia. Uno scenario a cui si aggiungono i tentennamenti sul piano di riqualificazione del Savorito, per il quale erano pervenuti 15 milioni nell’ambito del Pinqua: un programma di sviluppo che potrebbe essere parzialmente rivisto sulla scorta delle nuove indicazioni fornite anche dai commissari, che ipotizzano tra l’altro un albergo per provare ad imprimere una svolta al quartiere anche in termini di accoglienza. C’è poi la questione legata alla linea ferroviaria Castellammare-Gragnano, per la quale ci sono 30 milioni per la riconversione in linea tranviaria leggera: anche in questo caso, al momento, tutto tace. Mentre resta intatto il rischio di ritrovarsi ulteriormente a rinviare il piano di sviluppo e rilancio del territorio.