Si arricchisce di un nuovo intervento il dibattito aperto dopo le dichiarazioni del sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, durante la presentazione del rapporto "Amministratori Sotto Tiro" svoltasi presso la Prefettura di Napoli.
A intervenire è l'ex presidente del Consiglio comunale, Emanuele D'Apice, che in una nota stampa afferma di condividere il principio secondo cui gli amministratori locali non debbano essere lasciati soli e meritino il pieno sostegno delle istituzioni nell'esercizio delle proprie funzioni.
«RIFLESSIONE LEGITTIMA, MA C'È UNA CONTRADDIZIONE»
D'Apice si sofferma in particolare sulle considerazioni espresse dal sindaco riguardo alla necessità di rivedere la normativa sullo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni della criminalità organizzata.
Secondo l'ex presidente del Consiglio comunale, si tratta di una riflessione «legittima e per molti aspetti condivisibile», soprattutto quando evidenzia come le responsabilità non possano essere attribuite esclusivamente alla componente politica e come spesso le strutture burocratiche e amministrative rimangano immutate anche dopo i provvedimenti di scioglimento.
Tuttavia, D'Apice evidenzia quella che definisce una «evidente contraddizione politica».
IL RIFERIMENTO AL PASSATO
Nel suo intervento, l'ex presidente del Consiglio comunale richiama le posizioni assunte in passato dall'attuale sindaco prima della sua elezione a Palazzo Farnese.
«Sorprende – scrive D'Apice – che queste considerazioni arrivino da chi, nelle vesti di giornalista e commentatore, aveva assunto posizioni ben diverse nei confronti della precedente amministrazione comunale sciolta pe
r camorra, esprimendo giudizi severi e senza lasciare spazio a valutazioni più articolate sulle responsabilità effettive dei singoli amministratori».
Secondo D'Apice, se oggi si riconosce che la normativa vigente presenta limiti e che gli amministratori possono essere coinvolti in vicende rispetto alle quali non hanno responsabilità dirette, lo stesso principio avrebbe dovuto essere applicato anche in passato.
«LA COERENZA È UN VALORE FONDAMENTALE»
Il cuore della riflessione politica dell'ex presidente del Consiglio comunale ruota attorno al tema della coerenza.
«La coerenza rappresenta un valore fondamentale nell'azione pubblica», afferma D'Apice, sottolineando come le regole possano essere migliorate e aggiornate, ma il metro di giudizio non debba cambiare in base al ruolo ricoperto o alle circostanze del momento.
Una posizione che punta a riportare il confronto sul piano istituzionale e sul rapporto tra responsabilità politiche e strumenti normativi previsti dall'ordinamento.
L'APPELLO A UN CONFRONTO SERENO
Nelle conclusioni del comunicato, D'Apice auspica che il dibattito sulla possibile riforma delle norme relative allo scioglimento dei Comuni venga affrontato «con serietà e senza strumentalizzazioni».
L'ex presidente del Consiglio comunale invita inoltre a mantenere viva la memoria delle posizioni espresse nel passato, ribadendo che la credibilità delle istituzioni passa anche attraverso la coerenza delle proprie scelte e delle proprie dichiarazioni.
«Le istituzioni – conclude – si difendono anche attraverso la coerenza delle proprie posizioni e il rispetto della verità dei fatti».