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Castellammare - Dalla crisi PD alle critiche al sindaco. Pannullo e Iovino a tutto campo

Pannullo: «Cimmino? non può essere il garante della legalità in questa città.» Iovine: «Noi da sempre disposti al confronto su qualsiasi tema. Perchè non convocati presso il tavolo istituzionale?»

di Davide Soccavo


Intervista a tutto tondo all’ex sindaco di Castellammare di Stabia, Tony Pannullo, ed al capogruppo del PD in consiglio comunale Francesco Iovino. Ad una settimana dalla fine del tesseramento al partito locale che ha fatto registrare la sottoscrizione di sole 80 tessere, dopo che negli anni passati il Partito Democratico è stato capace di esprimere ben due sindaci le cui esperienze amministrative si sono poi chiuse anticipatamente, si potrebbe cercare di fare un’analisi su quella che indubbiamente rappresenta una fase di declino del locale circolo.

«Il numero dei tesserati è limitato se lo paragoniamo agli scorsi anni - ha detto Pannullo - Questa caduta è frutto di una vicenda nazionale, che non ha avuto un suo spiraglio vero e proprio. Quindi un riferimento deciso che avrebbe dovuto ravvivare le energie rispetto ad una risposta politica e così non è stato. Ci dobbiamo battere in questo senso, sapendo che è una strada lunga, con gli obiettivi di carattere regionale. Ci sono dei primi accenni che sebbene la strada è difficile da percorrere è la strada giusta. Non ci spaventa questa via intrapresa, veniamo dall’esperienza del 2010, da quell’esperienza ci mettemmo a lavorare in tanti.»

In questo momento, forse, si può anche analizzare più lucidamente la fase che ha portato alla rinuncia alla sua candidatura alle passate elezioni. Oggi magari ci può svelare qualcosa in più rispetto a quella delicata scelta poi rivelatasi poco felice alla luce del risultato elettorale. «Confesso il mio rammarico personale - ammette l'ex sindaco - Chi aveva maturato insieme a me questa esperienza politica, il giorno dopo si è messo a lavorare al fianco di chi era stato candidato sindaco del PD. Laddove abbiamo il senso di comunità c’è una svolta. Nel 2010 una piccola nuova classe dirigente si mise al lavoro: eravamo io, Francesco Iovino e Salvatore Russo, esclusivamente al servizio della città. Ci mettemmo al servizio del partito di cui io ero capolista perché sposavo quelle idee. Oggi non è stato il turno nostro. Ma non ci siamo sottratti e siamo rimasti con coerenza. E avevamo l’intenzione di portare alla luce quelli che erano stati i progetti poi messi da parte il 6 febbraio.»

Francesco Iovino, in passato additato come il signore del tessere del PD in virtù delle tante iscrizioni al partito che riusciva a garantire. Iovino che, va ricordato, è alla sua quarta consiliatura consecutiva e per ben 3 volte è stato il consigliere comunale più votato dai cittadini stabiesi. Che opinione si è fatto rispetto all’esiguo numero di tessere oggi sottoscritte. «Il numero delle tessere rispecchia la realtà nazionale del partito e anche a livello regionale, provinciale e locale - prova a spiegare Iovino - Si parte dalla scelta ultima dove il PD era al governo della città. Io non ho condiviso determinate scelte, ma io sono stato scelto e ho portato fino in fondo questa battaglia. Abbiamo guidato il partito fino in fondo, ma le elezioni ci hanno visto perdenti. Sul tema delle iscrizioni in tanti hanno condotto quella battaglia per eliminare alcune scelte del sindaco. Ad oggi coloro che hanno screditato Pannullo non sono più nel nostro partito. Questo partito vive un distacco totale dai territori. L’allontanamento dei cittadini ad iscriversi al partito democratico. Un esempio è l’ospedale di Castellammare di Stabia. Tante volte ho sollevato le negligenze che ci sono all’interno dell'ospedale. La battaglia che abbiamo condotto riguardante la termodinamica e le critiche che bisogna fare sono le seguenti: bisogna avere un contatto diretto con il territorio troppi distacchi tra i livelli provinciali, regionali e locali. Castellammare non merita questo. Da tanti anni non esprime una classe dirigente capace di andare oltre il livello locale. Questo partito deve recuperare l’umiltà di lavorare fianco a fianco con i territori. E deve seguire le problematiche che attanagliano la provincia di Napoli. Posso fare esempi a non finire di problemi, quali quelli relativi alle terme e Fincantieri. Sono problematiche che devono essere seguite fino alla fine. Il partito si è impegnato tanto anche per quanto riguarda il mare, al fine di mantenerlo libero e pulito. Ma non basta, visto l’allontanamento del partito.»

Oggi si trova a fare da opposizione all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Cimmino. Opposizione che è stata accusata di essere poco pungente nei confronti dell’operato del governo cittadino. «Il problema non è la mobilità dell’opposizione - ribatte Iovino - Semplicemente non ci sono atti di cui discutere. Non vi è in campo un’azione amministrativa. All’interno della commissione bilancio, non veniamo convocati da un mese. Così come sul tema dei rifiuti il sindaco è abituato a fare solamente annunci. Ho chiesto riguardo alla raccolta rifiuti, ma oggi nessun intervento come si deve. Il sindaco se n’è fuggito. Non è un’amministrazione seria questa. Ovviamente sul prossimo consiglio comunale il PD insieme ai membri della coalizione, presenterà la sua proposta. Non siamo d’accordo con il concordato poiché significherebbe il fallimento della società. Abbiamo condotto battaglie che risalgono al 2013 e non ci fermeremo qui, davanti ad un’amministrazione, che secondo me è mal gestita. Discuteremo anche per quanto riguarda gli eventi di Natale. È stato redatto un avviso a riguardo, siamo a novembre, ma alla città

non è consentito sapere. Ma un atto Cimmino lo ha fatto: ha acquistato la macchina, dicendo che sarebbe servita per il sindaco e per il corpo dei vigili urbani. Le bugie hanno le gambe corte e potrei elencare tanti altri temi. Ma io ho difficoltà a trovare le delibere, sarà che non ce ne sono. Ho chiesto più volte la diretta dei lavori consiliari, perchè ritengo fondamentale la partecipazione dei cittadini all’attività amministrativa. È assurdo che il giorno d’oggi non abbiano ancora la possibilità di partecipare ai lavori del consiglio comunale. Anche da questo tema il sindaco sfugge o tenta di sfuggire. Il periodo della campagna elettorale è terminato da un po’ e il sindaco deve mettere in pratica le azioni.»

L’argomento d’attualità di questi ultimi giorni è l’inquinamento del fiume Sarno e del funzionamento della famosa griglia. Nel corso dell'amministrazione guidata dal sindaco Pannullo, nel 2017, l’argomento fu discusso anche con altri comuni e Regione. «In tanti volontari stanno mettendo del loro in questa vicenda - racconta Pannullo - Il solo fatto che un albero cadesse nel fiume Sarno ha fatto si che ci fosse la fuoriuscita delle plastiche. Questo problema non viene valutato in termini di sistema per l’ennesima volta. Si penso in passato a raccogliere le plastiche che vengono sversate nel fiume Sarno. Allora si pensa a raccogliere un altro sistema attraverso un barchino e una rete di tutte le plastiche. Ma il tema del Sarno non investe solo noi. Noi siamo l’ultimo comune interessato al problema dell’inquinamento. Noi, insieme al comune di Torre Annunziata, ci troviamo di fronte ad una realtà: i costi per quanto riguarda la raccolta delle plastiche. Ci accordammo con il responsabile della protezione civile e ci trovammo di fronte ad una assurdità: risolvere un problema molto semplice. Un aumento delle bollette della raccolta per tutti i comuni della Campania di 0.5 cent. Al di là, delle amicizie bisogna rappresentare le attività. Sei assente caro Cimmino. Non sei interlocutore. Siamo anonimi da un punto di vista politico. Il punto è che non c’è un’incisività amministrativa. Castellammare all’epoca della mia amministrazione il punto di crescita del territorio, soprattutto quando si parlava del progetto Pompei. Tutte tematiche andate via. Il tema nevralgico di questa città è che vive di un imprenditoria insana che incide sull’attività amministrativa. Questa mano lunga ora si vede e si avverte. Gli stessi attori che già in una vicenda che si è consumata in questa città ritorneranno in campo. Non si parla più di voto di scambio e non si parla più se in quel momento il sindaco cercava di ammantare la difficoltà politica che viveva rispetto alla denuncia con la camorra o quel sindaco aveva denunciato nomi, cognomi, indirizzi, date di nascita, vicende, senza lesinare paura e senza lesinare il coraggio di dire la verità, senza lesinare anche la possibilità di rinunciare alla propria poltrona. E questo lo griderò finchè avrò voce.»

Altro argomento d’attualità è la gestione del servizio di igiene urbana in città, con il sindaco Cimmino che ha elencato 14 punti di criticità riscontrati e si è detto pronto a revocare l’appalto alla Am Tecnology.  «Già precedentemente in consiglio comunale c’è stato uno scontro tra il sottoscritto e il sindaco Cimmino su questo tema - ricorda Iovino - L’ho invitato più volte a confrontarsi con l’opposizione su questo tema, a presentare questa relazione più volte preannunciata da parte dell’assessore Scafarto. Oggi siamo pronti ad affrontare il tema. Il sindaco non può non coinvolgere le forze politiche presenti all’interno del consiglio comunale, fare solamente annunci mediatici e sottrarsi dal problema. Abbiamo chiesto la pianta organica dell’azienda per capire quanti lavoratori ci sono all’interno di quell’azienda, quante anomalie ci sono e perché la raccolta differenziata è a un minimo del 47% o del 48%. Il PD è pronto a confrontarsi, visto che non si è mai sottratto da nessun tema. Ma se il consiglio e la giunta Cimmino non ci convocano sul tavolo istituzionale, si sottrae dal fare le commissioni consiliari, non andiamo in consiglio comunale, non vi sono atti deliberativi, di cosa parliamo?»

Per concludere, in tanti a Castellammare si chiedono quale sia il futuro politico di Pannullo. «Il rapporto con la città è rimasto immutato - conclude l'ex sindaco - L’interrogativo più importante che si pongono è il futuro di questa città. Ho avuto sin da piccolo l’ambizione di diventare sindaco. Ci ho messo tutto me stesso. Io sono al servizio di questo partito e di questa gente. Io però sono coerente con le scelte: sarò intransigente sul piano nazionale. Servirà un uomo che detti le regole perché questo partito possa andare avanti. Oggi dobbiamo essere un partito dell’opinione. Io sarò il primo a metterci la faccia, qualsiasi ruolo io occuperò. Di qui a poco lanceremo anche i comitati civici, così ci sarà una passione che va oltre il PD, al servizio delle nostre comunità e dei nostri territori. Cimmino sembra il Toninelli di gruppo: esistono le penali. Piuttosto che la revoca di un appalto, favorisca un’azienda che si trova al secondo posto di quella graduatoria. Oggi non può essere il garante della legalità in questa città.»


domenica 11 novembre 2018 - 09:08 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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