L’emergenza Covid si fa sempre più pressante sulla Campania e sulla stessa Castellammare di Stabia. Ufficialmente sono 149 i casi accertati di positività al Covid-19 di cittadini stabiesi, ma sarebbero oltre un centinaio quelli in attesa dell’esito del tampone. Molti di questi presenterebbero dei sintomi acclarati di contagio. Palazzo Farnese si attende per oggi una nuova comunicazione dall’ASL, purtroppo, con l’ufficializzazione dei nuovi casi che potrebbero essere almeno una decina.
Un contagio che non riguarda zone circoscritte, bensì indistintamente tutta l’area geografica stabiese, da nord a sud. Ogni quartiere ormai ha “il suo caso Covid”, e questo non è un segnale positivo per il contenimento del virus.
Contagi che non hanno risparmiato nemmeno lo stesso Comune, così come la Fincantieri nonostante le stringenti misure anti-contagio adottate. Siamo in una fase in cui, ormai è chiaro, difficilmente si prenderanno delle decisioni drastiche come nuovi lockdown generalizzati. Si procederà a settori, quelli economicamente meno impattanti per la società. Piccole restrizioni che cercheranno d
i lasciare girare l’economia del paese ed evitare un tracollo finanziario.
In questa situazione diviene quindi importantissima l’azione prudenziale ed accorta del singolo cittadino chiamato a rispettare le regole basilari che ormai abbiamo imparato bene a conoscere: distanziamento, uso della mascherina ed igiene delle mani. Sono questi gli unici strumenti da adottare, a costo zero per tutti, per cercare di fermare la pandemia. Questo per cercare di limitare il peso sulle strutture sanitarie ormai nuovamente al collasso come in primavera.
La speranza si chiama vaccino. Ieri il premier Giuseppe Conte ha detto che c’è la speranza di averne i primi disponibili ad inizio dicembre. Anche qui è stato ben spiegato che i primi ad essere vaccinati saranno le forze dell’ordine ed il personale medico ed infermieristico. Poi, via via, tutti gli altri. Nella migliore delle previsioni, dunque, bisognerà attendere la prossima estate per essere tutti immuni dal contagio. Nel frattempo bisogna resistere, come in una guerra. Una guerra in cui ciascun cittadino deve fare la propria parte, non pensando solo a sé stesso, ma anche agli altri. Ci riusciremo?