«Gli operatori tutti del San Leonardo, dalla Dirigenza Medica al personale dell’area comparto, dicono BASTA alla gestione del Direttore Sanitario per l’emergenza riguardante il Covid-19 e non solo. Infatti tutte le disposizioni del Ministero della Salute sono state emanate per garantire la tutela dei lavoratori ai fini di possibili contagi dal Covid-19 mediante l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale e sanificazione degli ambienti di lavoro. Il Direttore Sanitario nello specifico è stato così “bravo” e “ligio” al suo “non dovere” di responsabile sanitario da non applicare e violare le normative previste dalle disposizione vigenti». A denunciarlo è il sindacato Fials con il suo referento Gennaro Iovino.
«Sa il Direttore Sanitario che i lavoratori prima di iniziare il turno lavorativo devono essere dotati di tutti i D.P.I? Sa il Direttore Sanitario quando si parla “di pulizia e sanificazione degli ambienti di lavoro”? Più volte durante questo periodo è stata e viene continuamente violata la normativa dell’ABC della prevenzione prevista per la pianificazione e sanificazione al fine di evitare i contagi negli ambienti lavorativi. Ci domandiamo: quando e quali locali sono stati bonificati nell’Ospedale S. Leonardo? I locali sono a norma?» contesta il sindacato.
DPI altro punto dolentissimo per la FIALS: «Gli operatori tutti dal primo momento si sono trovati in una situazione di disagio dove tutt’ora si trovano per mancanza di DPI a partire dai guanti, occhiali, tute, camici e calzari. Tutto ciò non solo è assurdo, ma disumano per i lavoratori costretti per la professionalità, l’abnegazione e l’attaccamento al proprio lavoro in un momento di particolare emergenza dove vi è concesso un solo DPI ad assistere un paziente positivo al Covid-19 e allo stesso tempo per l’assistenza con lo stesso DPI ad un paziente sospetto in attesa di tampone. INAMISSIBILE, INACETTABILE, e umanamente impossibile che gli operatori sono costretti ad indossare lo stesso DPI nelle “ore lavorative notturne”».
Per prevenire il contagio Iov
ino chiede di «effettuare tampone a tutti gli operatori in primis a quelle UU.OO.CC. dove sono stati registrati pazienti positivi al Covid-19» anche alla luce del caso scoppiato poche ore fa nel reparto di Ginecologia. «Cosa è stato fatto per quanto accaduto nel reparto di Ostetricia e Ginecologia, Blocco Operatorio, Neonatologia-TIN e Pronto Soccorso? Tutto ciò è semplicemente inaudito e scandaloso che a nessuno operatore in servizio nei reparti di cui sopra siano stati effettuati i relativi tamponi oro-faringeo. Su questo tema la FIALS non farà sconti a nessuno!».
All'attacco sono andati anche Antonio Cascone e Raffaele Amodio della FSI-USAE. «Chiediamo alla direzione scelte coraggiose. E' necessario imporre il tampone a tutti gli operatori sanitari. Chiedmao anche incentivi economici per tutti gli opeatori esposti al contagio. Secndo noi andrebbe istituito un coordinamento di salvezza del San Leonardo per uscire dall'attuale fase che la sta portando al baratro».
Sulla vicenda si è espresso anche il consigliere comunale di minoranza Tonino Scala: «La denuncia del sindacato Fials di questa mattina lancia un grido dall’allarme sulle condizioni del San Leonardo di Castellammare. È tutto frutto di una politica scellerata di tagli lineari che han colpito tutti nessuno escluso, come abbiamo denunciato in questi anni. Non è il momento delle polemiche, oggi è il tempo di remare tutti nella stessa direzione e per fare questo bisogna mettere in sicurezza innanzitutto il personale sanitario. Solo in questo modo si riuscirà a gestire un’emergenza senza precedenti. A coloro i quali stanno lavorando incessantemente in queste ore per garantire a tutti il diritto alla salute, va un grazie. Al direttore sanitario, al Presidente De Luca, che è anche assessore alla sanità in Campania, una richiesta di ascolto, servono decisioni urgenti, coraggiose ed indifferibili, ma subito. Le condizioni di salute degli operatori sanitari tutti sono, in questo momento ancor più, direttamente proporzionali a quelle dell’intera popolazione costretta a malincuore ad utilizzare i locali del San Leonardo. Fate presto».