Contrabbando di carburante, sono 5 le persone indagate con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla sottrazione di prodotti petroliferi all'accertamento ed al pagamento dell'accisa, truffa e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Si tratta di V.R. (58enne di Castellammare), A.C. (45enne di Gragnano), G.C. (44enne di Gragnano), A.D.I. (56enne di Gragnano) e G.A. (52enne di Sant'Antonio Abate).
Dopo il blitz di alcuni giorni fa a Taranto, dove finirono ai domiciliari 7 persone, ora l’inchiesta prosegue chiudendo il cerchio intorno a quella che gli inquirenti hanno definito come una costola campana della holding della truffa sul commercio di gasolio di contrabbando.
Il modus operandi criminale è stato ricostruito dalla Guardia di Finanza: attraverso l’esibizione di documentazione falsa, la banda entrava in possesso di ingenti quantitativi di gasolio agricolo, proveniente da vari depositi in Campania e Lazio. Ma il carburante finiva poi però sul mercato nero, raggiungendo sempre più clienti che venivano a conoscenza de
l basso prezzo del gasolio rispetto a quello della legale distribuzione.
Le 5 persone indagate nell’area stabiese, secondo gli inquirenti, avrebbero avuto il ruolo di intermediari di commercio nel settore dei prodotti petroliferi e autotrasportatori. Ma c’è di più. Sembra infatti che una parte di questo gasolio di contrabbando finisse addirittura per rifornire i distributori sparsi nella provincia sud di Napoli, proprio nelle zone di Castellammare di Stabia e area vesuviana in generale.
Un fenomeno che, secondo i dati forniti dalle fiamme gialle, riguarderebbe 1 distributore su 5 dell’intero territorio italiano.
L’intera operazione ha portato ad individuare 55 responsabili e al sequestro di oltre mezzo milione di litri di prodotti petroliferi. In tutto, sono state contestate 330 violazioni, 176 delle quali riferita alla disciplina prezzi, con sanzioni amministrative a carico dei gestori. Proprio per la mancata disciplina sui prezzi da proporre ai clienti, appena lo scorso settembre furono sanzionati i titolari di due distributori a Santa Maria la Carità e ad Agerola.