Politica & Lavoro

Castellammare - Consumi e costi dell'energia elettrica, sprechi choc! Con i Led si può risparmiare un milione all'anno

La sostituzione degli impianti obsoleti di illuminazione cittadina con tecniche più innovative ha già prodotto riscontri notevoli lungo la villa comunale. Le spese più esose nelle piazze principali e nei pressi della Reggia di Quisisana. Grida vendetta la mancata installazione dei Led su Corso de Gasperi.

di Mauro De Riso


   pH Pio Negri

Uno spreco di energia elettrica e soldi pubblici dovuto alla presenza di impianti obsoleti per l'illuminazione cittadina. A evidenziarlo sono le opposizioni, che hanno presentato un'interrogazione in cui chiedono all'amministrazione comunale di valutare l'opportunità di adottare impianti a Led ammortizzando la spesa iniziale con l'ingente risparmio derivante dal minor consumo di energia elettrica, in linea con le politiche per il risparmio energetico che l'Unione Europea sta mettendo in atto ormai da tempo. Basti pensare che nei luoghi in cui sono stati realizzati impianti a Led, il consumo mensile per impianto si aggira sui 122 euro al mese per la villa comunale e sui 298 euro per Corso Garibaldi.

Ben diversa è la situazione su Corso Vittorio Emanuele, dove si arriva a toccare la soglia dei 600 euro mensili, mentre per Piazza Giovanni XXIII si passa da 1784 euro a 3803 euro a seconda delle postazioni in cui viene effettuata la stima. Altrettanto oneroso è l'impianto elettrico di Piazza Principe Umberto, dove si superano ampiamente i 3000 euro al mese, mentre su Viale Ippocastani, nei pressi della Reggia di Quisisana, si raggiunge la cifra sconvolgente di 10.894,95 euro. I dati più significativi, tuttavia, riguardano Corso Alcide de Gasperi, dove i lavori effettuati di recente non hanno previsto la possibilità di installare impianti a Led e i consumi raggiungono picchi persino di 4mila euro in alcuni punti, per un esborso complessivo superiore ai 40mila euro mensili lungo tutta la strada. Non fanno eccezione via Panoramica e via Passeggiata Archeologica, in cui insistono impianti di illuminazione decisamente onerosi con picchi superiori ai 1500

euro in diverse postazioni.

Pare, tra l'altro, che la sola conversione dell'intero impianto di illuminazione cittadino con il sistema a Led possa produrre un risparmio superiore a 1 milione di euro annuo, un autentico toccasana per il bilancio di un Ente comunale attualmente in dissesto e costretto a tirare la cinghia per sopperire alle esigenze del territorio. Da anni il Comune ha disposto una serie di tentativi per determinare risparmi energetici e per incrementare il fotovoltaico, conferendo anche alcuni incarichi in materia di risparmio energetico e individuando la figura dell’Energy Manager per approbntare un piano, dato che gli attuali consumi di energia elettrica pesano sul bilancio dell'Ente per oltre 2 milioni di euro l’anno. Le opposizioni hanno evidenziato un'incongruenza che emerge analizzando i costi per ogni singola strada o piazza del Comune di Castellammare di Stabia.

«Esaminando la documentazione - si legge nel testo dell'interrogazione - non si comprende perché l’Enel applichi tariffe diverse e calcoli l’IVA al 20% o al 10% a seconda delle strade. Sarebbe opportuno poi verificare perché per sedi disattivate risultano ancora attivi contatori con ingenti consumi. Chiediamo, dunque, al sindaco di valutare l'opportunità di aprire un confronto con l’Enel per esaminare le tariffe applicate, che in regime di liberalizzazione del settore appaiono fuori mercato. Cominciamo a rendere concreti gli obiettivi contenuti nel Piano delle Opere Pubbliche e ad adottare un piano per intercettare i finanziamenti previsti dalla programmazione dei fondi europei 2014-2020 in materia di risparmio energetico».


mercoledì 26 luglio 2017 - 13:44 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



Gli ultimi articoli di Politica & Lavoro