I primi cambi di casacca nel nuovo consiglio comunale dovrebbero essere ufficializzati nelle prossime ore. Nicola De Filippo e Antonio Cimmino sarebbero pronti ad entrare nel gruppo della Lega e avrebbero ricevuto già il placet del primo cittadino Gaetano Cimmino. Per loro ieri c'è stato un incontro a Napoli con i vertici del partito per discutere di tuttta la pratica formale che porterà, probabilmente nei prossimi giorni, i due nella Lega di Salvini. Inizialmente si pensava che in compagnia di De Filippo ci fosse Rosa Esposito ma in realtà il nome nuovo sarebbe quello di Antonio Cimmino. I due forzisti avrebbero avuto dei diverbi con il coordinatore del partito Antonio Sicignano che non ha usato parole dolci nei confronti dei suoi consiglieri comunali. Una frattura, quella all'interno di Forza Italia, che comunque non dovrebbe minare gli equilibri della maggioranza: il sindaco riceverebbe comunque l'appoggio dei consiglieri anche se in un gruppo diverso. Da verificare però la posizione dello stesso Cimmino che, dopo aver indossato la pettorina celebrativa dei 25 anni di Forza Italia sabato scorso, si sarebbe avvicinato nuovamente al partito berlusconiano.
Chi ci potrebbe guadagnare da questo passaggio fra gruppi consiliari è
sicuramente la Lega che così potrebbe raggiungere tre in consiglio comunale. Ma Giovanni Tito, coordinatore locale, non ha condiviso i primi comportamenti dei due consiglieri che sarebbero interessati al passaggio: «Tutti mi chiedono del cambio di casacca di alcuni consiglieri di Forza Italia che vorrebbero transitare nella Lega, in quanto avrebbero già incontrato il responsabile regionale. Una domanda alla quale non so rispondere, perché sia il partito e sia i diretti interessati non hanno ancora fatto sapere niente. Ci è dato sapere, che almeno un consigliere ed un professionista, siano andati, senza alcun rispetto sia per il sottoscritto e sia del consigliere naturale della Lega Giulio Morlino, al cospetto del coordinatore regionale. Non è tanto il cambio di casacca a preoccuparci, ma il modo in cui, metodi della vecchia politica, vogliono insinuarsi in un contesto ormai consolidato e funzionante che in pochi mesi ha portato ottimi risultati su un territorio ostico come quello di Castellammare, che da decenni è stato sempre il baluardo della sinistra. Questo partito, seppur neonato al meridione, si è sempre distinto per il suo codice etico, e per questo non può irragionevolmente imbarcarsi di tutto».