Cronaca

Castellammare - Congresso alle porte, PD ancora diviso. Giordano pungola i casilliani

Pannullo ha ribadito la necessità di avere un leader forte alle spalle della sua squadra di governo. Giordano ritiene che ormai non esista più una comunità, essendosi manifestata anche una disaffezione collettiva dal partito.

di Gennaro Esposito


Due anni di attesa, due anni di rinvii. Il Partito Democratico di Castellammare, nonostante la vittoria alle elezioni amministrative lo scorso anno, non riesce a ricompattarsi. Il tempo passa e si avvicinano anche le elezioni politiche dove il PD stabiese dovrà svolgere un ruolo importante. Dalla segreteria provinciale spingono per far svolgere il famoso congresso nel circolo stabiese che, tra le altre cose, ha perso anche la storica sede di Corso Vittorio Emanuele. Al momento, nel PD di Castellammare, sono due le correnti che predominano in termini di iscritti: una fa riferimento al sindaco Pannullo e al capogruppo Iovino (l'area casilliana), l'altra invece comprende Officina Democratica con Nicola Corrado e Peppe Giordano, un'area vicina al governatore De Luca. E proprio quest'ultimo, fin dal momento dell'insediamento della nuova amministrazione, ha chiesto lo svolgimento del congresso che, però, non c'è mai stato. Il primo cittadino di Castellam

mare ha ribadito la necessità di avere un leader forte alle spalle della sua squadra di governo, avere quindi un Partito Democratico che possa sostenere la sua azione amministrativa. Giordano ritiene che ci siano responsabilità chiare nel mancato svolgimento del congresso e che ormai non esiste più una comunità, essendosi manifestata anche una disaffezione collettiva dal partito. Entro il 17 dicembre, comunque, il congresso deve essere svolto e deve essere ridefinito un gruppo dirigente che manca da oltre due anni. A testimonianza della crisi del sistema politico dem di Castellammare sono anche gli scarsi risultati ottenuti in occasione del congresso provinciale, per il quale si sono recati alle urne solamente 88 iscritti su 1022. Sarà difficile rifondare un partito che non ha una direzione da quando venne sfiduciato Vittorio Cambri. In fase pre elettorale, il tutto venne seguito dal sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore.


mercoledì 22 novembre 2017 - 10:59 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



Gli ultimi articoli di Cronaca