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Castellammare - Competenze promiscue e incongruenze temporali nel DUP, l'amministrazione ha davvero le idee chiare?

In base al DUP 2018-20, il settore Urbanistica finisce per sfociare nel settore Ambiente, il quale a sua volta si pone come obiettivo primario la risoluzione di questioni relative alle Politiche Sociali. Sembra uno scherzo, ma in realtà è un pasticcio frutto di un'approssimazione davvero allarmante.

di Mauro De Riso


Competenze promiscue emergono dal Documento Unico di Programmazione (DUP) relativo alle attività di guida strategica ed operativa del Comune per il triennio 2018-2020. Il settore Urbanistica sfocia nel settore Ambiente, il quale a sua volta si pone come obiettivo primario la risoluzione di questioni relative alle Politiche Sociali. Sembra uno scherzo, ma il paradosso è facilmente decifrabile facendo riferimento al DUP approvato un anno fa.

Uno sbadato copia e incolla manifesta l'assoluta superficialità programmatica di un'amministrazione che ha approvato un piano strategico senza neppure accorgersi delle contaminazioni tra i settori e delle incongruenze temporali presenti in diversi punti, a partire dalla citata necessità di portare a compimento la villa comunale, che verserebbe in pessime condizioni generali, e dall'appalto quinquennale per la nettezza urbana che, come si legge nel documento, risulterebbe ancora non assegnato.

Accade così che l'obiettivo fondamentale per il settore Urbanistica sia “la sostenibilità ambientale da perseguire attraverso interventi che riguardano ambienti diversi, dall'energia al verde pubblico, dalla gestione dei rifiuti alla riduzione dell'inquinamento”

, mentre il settore Ambiente “intende raggiungere livelli ottimali di tutela dei cittadini più deboli, tra cui minori in difficoltà, anziani e disabili, con particolare attenzione nei confronti di queste due categorie, e favorire il rafforzamento delle reti familiari attraverso il sostegno della domiciliarità”.

E mentre si manifesta la necessità di portare a compimento la convenzione con la Soprintendenza per la Reggia di Quisisana (non era già stata effettuata?), non si fa menzione delle iniziative da mettere in atto per le Terme e per il centro antico, né esiste alcun riferimento all'opportunità di innestarsi sul solco scavato con l'introduzione delle Zone Economiche Speciali per attrarre investimenti sfruttando gli incentivi finanziari.

Un vero e proprio pasticcio, dunque, che rivela un'approssimazione davvero allarmante da parte di un'amministrazione che nel prossimo triennio dovrebbe dare il via alla svolta economica e turistica della città e delle sue risorse. L'impressione è che manchino le idee chiare e persino l'intenzione di riordinare i pensieri in un documento organico che, presentato in tal modo, non può che generare enormi perplessità.

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sabato 19 agosto 2017 - 08:58 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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