Non si sblocca la crisi del commercio a Castellammare di Stabia, sempre più attività in difficoltà e a rischio chiusura. I dati della Camera di Commercio del 2024, confermati anche nei primi mesi del 2025, mostrano una situazione allarmante: cinquantadue attività hanno chiuso i battenti lo scorso anno, e il fenomeno non accenna a fermarsi. La mattina molte serrande non si rialzano, segno evidente di un settore in grande difficoltà.
Tra i settori maggiormente colpiti spiccano quelli dell'abbigliamento e dei casalinghi, che insieme rappresentano oltre la metà delle chiusure registrate nel 2024. Una tendenza che trova spiegazione nella crescita esponenziale dei centri commerciali e nell'espansione delle piattaforme di e-commerce, che offrono prezzi e promozioni difficili da contrastare per i negozi fisici. Con una città in piena crisi economica, il risparmio, anche minimo, diventa una priorità per le famiglie, penalizzando il commercio locale.
Un altro dato significativo è l'aumento delle chiusure nel settore della ristorazione. Nel corso del 2024, quasi una decina tra bar, pizzerie e ristoranti hanno cessato l'attività. Dopo un periodo di boom, il settore ha vissuto un'inversione di tendenza durante lo scorso anno. Diverse le cause che concorrono a questa situazione. Uno
dei principali problemi è la viabilità cittadina e la questione parcheggi, rendendo poco attrattivo e pratico il centro stabiese per chi arriva dai comuni limitrofi per fare acquisti. Un altro fattore determinante è la pressione fiscale nonché il costo degli affitti, che restano elevati nonostante la crisi. In centro città, un locale di piccole dimensioni ha un canone mensile che parte da 1.400 euro, che non scende sotto i 1.000 nelle strade vicine. In tanti altri casi, i proprietari dei locali preferiscono lanciarsi nel nuovo business delle macchinette automatiche che garantiscono un buon introito a fronte di una spesa quasi nulla, relativa al solo noleggio dei distributori. L'unica alternativa per ridurre i costi è spostarsi in periferia, dove però la crisi è ancora più evidente.
La situazione attuale lascia poco spazio all'ottimismo. Se non verranno adottate misure a sostegno del commercio locale, il rischio è quello di un ulteriore impoverimento del tessuto economico cittadino, con un centro storico sempre più svuotato e periferie prive di servizi essenziali. Servono interventi urgenti per ridurre il peso fiscale, migliorare la viabilità e incentivare il commercio di prossimità, prima che la crisi si trasformi in un punto di non ritorno.