Importante sviluppo giudiziario nell’ambito dell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia sul presunto asse criminale tra il clan Russo di Nola e il clan Licciardi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dai legali di Mario Maiello, gli avvocati Francesco Romano e Antonio Cesarano, disponendo l’annullamento con rinvio dell’ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame.
Si tratta dell’unico accoglimento registrato, in questa fase cautelare, tra le posizioni degli indagati coinvolti nello stesso filone investigativo.
Chi è Mario Maiello
Mario Maiello, originario di Castellammare di Stabia, è detenuto da oltre cinque mesi. Secondo l’impianto accusatorio della DDA di Napoli, sarebbe stato una figura centrale nell’organizzazione criminale, ritenuto vicino al clan Licciardi e indicato dagli investigatori come il presunto organizzatore di un vasto sistema di scommesse clandestine.
Gli inquirenti parlano di un giro d’affari da migliaia di euro, gestito per conto della consorteria criminale e collegato alle attività del clan.
Le accuse della DDA
Le contestazioni mosse nei confronti di Maiello sono particolarmente pesanti. L’uomo è accusato di partecipazione ad associazione mafiosa e di organizzazione di
scommesse illecite nell’ambito dell’inchiesta che ha acceso i riflettori sui rapporti tra il clan Russo e il clan Licciardi.
Nonostante il quadro accusatorio delineato dalla Direzione Distrettuale Antimafia, la Suprema Corte ha ritenuto fondati alcuni rilievi avanzati dalla difesa, annullando il provvedimento cautelare con rinvio.
Il caso torna al Tribunale della Libertà
La posizione di Mario Maiello dovrà ora essere nuovamente esaminata dal Tribunale della Libertà, che sarà chiamato a rivalutare il caso alla luce delle osservazioni formulate dalla Cassazione.
L’annullamento con rinvio non rappresenta una definitiva assoluzione, ma apre una nuova fase processuale nella quale i giudici del Riesame dovranno pronunciarsi nuovamente sulla misura cautelare applicata allo stabiese.
L’inchiesta sui clan Russo-Licciardi
L’indagine della DDA di Napoli aveva portato nei mesi scorsi a un duro colpo contro il presunto sistema criminale legato ai clan Russo e Licciardi, attivi tra l’area nolana e l’hinterland napoletano.
Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe gestito un articolato circuito di scommesse illegali e altre attività illecite, con collegamenti diretti con ambienti della criminalità organizzata campana.