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Castellammare - Cimitero, parentele e imprenditoria malsana nella relazione dello scioglimento: due anni per aprire una nuova era

Sulle sorti dell’amministrazione ha pesato oltremodo uno scenario complessivo che coinvolgerebbe l’apparato di gestione dell’ente, che in passato ha prodotto anche l’assassinio di due consiglieri comunali. Una commistione bipartisan, che si rivela nelle parentele e nei legami di cinque consiglieri comunali con esponenti dei clan D’Alessandro e Cesarano.

di red


Appalti sospetti e interdittive sul cimitero, parentele scomode con esponenti del clan, inchieste che rivelerebbero affari fra politica, imprenditoria malsana e camorra. Questi gli aspetti chiave di una relazione che entro fine marzo sarà resa pubblica su Gazzetta Ufficiale. Il Ministro Luciana Lamorgese ha portato ieri la sua proposta di scioglimento in Consiglio dei Ministri, dove è stata posta la parola fine sull'esperienza di governo cittadino dell’amministrazione Cimmino. Un provvedimento che apre le porte ad un anno e mezzo di commissariamento, con la triade composta dal prefetto Raffaele Cannizzaro, dal viceprefetto Mauro Passerotti e dalla dirigente seconda fascia della Prefettura Rosa Valentino che si insedieranno lunedì mattina a Palazzo Farnese per traghettare il Comune fino alle prossime elezioni, in programma tra l’autunno 2023 e la primavera 2024. Una lunga fase transitoria, dunque, nel corso della quale si discuterà ancora tanto sulle motivazioni che hanno spinto il Consiglio dei Ministri a procedere per la prima volta nella storia allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche. Sulle sorti dell’amministrazione ha pesato oltremodo uno scenario complessivo

che coinvolgerebbe l’apparato di gestione dell’ente. Una commistione bipartisan, che si rivela nelle parentele e nei legami di cinque consiglieri comunali con esponenti dei clan D’Alessandro e Cesarano ed anche in uno scenario più complessivo che va a toccare un trentennio di ombre e malaffare, con due consiglieri comunali uccisi, Sebastiano Corrado nel 1992 e Gino Tommasino nel 2009. Le indagini della commissione d’accesso hanno rivelato dunque uno scenario più ampio, partendo tuttavia dall’analisi degli atti amministrativi dall’estate 2018 ad oggi. Ed è sulla gestione del cimitero che gli ispettori hanno posto la massima attenzione, dato che ben due interdittive Antimafia hanno colpito altrettante ditte coinvolte in quel settore. Gli appalti sospetti avrebbero riguardato anche alcune possibili trasformazioni urbanistiche, mentre gli arresti e le condanne dell’inchiesta Olimpo e le indagini sulla vicenda Cirio hanno catalizzato l’attenzione delle forze dell’ordine e della magistratura, delineando una compromissione ad ampio raggio del tessuto sociale, politico e gestionale, che ha determinato l’onta dello scioglimento per il Comune di Castellammare di Stabia.


venerdì 25 febbraio 2022 - 17:19 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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