Cronaca

Castellammare - Chiede il pizzo ma non è capace di intendere e di volere, assolto 'capastorta'

La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della difesa di Nino Spagnuolo, Ras dei D'Alessandro ed annulla la condanna a tre anni che gli era stata inflitta.

di genesp


   Immagine di repertorio non collegata alla notizia

Non era capace di intendere e di volere al momento dell'estorsione. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della difesa di Nino Spagnuolo, Ras dei D'Alessandro ed annulla la condanna a tre anni che gli era stata inflitta. L'uomo costrinse un'impresa di Sant'Antonio Abate a pagare il pizzo nel periodo pasquale dello scorso anno e fu arrestato in flagranza dai militari della locale stazione.

Secondo l'accusa, "capastorta" si era spostato in quella zona per volontà dei D'Alessandro che avevano intenzione di estendere il proprio dominio anche nei Comuni lontani da Castellammare. Ma la Cassazione ha smentito questa tesi: in quella circostanza Spagnuolo non era capace di intendere e di volere. Una tesi portata avanti dalla difesa e che &egr

ave; stata accolta dai giudici che hanno annullato la condanna.

Nel processo ordinario era stata già presentata una perizia ma venne ignorata tanto che la condanna fu anche molto pesante nei confronti di uno dei luogotenenti di Scanzano. Nino Spagnuolo è stato arrestato più volte nel corso degli anni per i suoi rapporti con i D'Alessandro e in alcune occasioni è stato anche vittima di agguati. Una personalità di spicco ed è per questo che quando si recò a Sant'Antonio Abate in compagnia di un complice, per le forze dell'ordine non c'erano dubbi: fu mandato da Scanzano per costringere un'azienda di trasporti a pagare quanto dovuto. A distanza di anni si scopre invece che Spagnuolo non era in lui.


martedì 19 marzo 2019 - 11:21 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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