Un tesoretto da 20 milioni per rigenerare il centro storico e le terme e proiettare la città verso la tanto sospirata vocazione turistica. Il finanziamento da 12 milioni che Castellammare avrebbe ottenuto attraverso il Contratto Istituzionale di Sviluppo (Cis) del Ministro per il Sud fa il paio con gli 8 milioni già in cassaforte per il centro antico nell’ambito del progetto Smart Coast Network con i Comuni della costiera sorrentina, con il placet della Città Metropolitana di Napoli. Gli ultimi due progetti dell’amministrazione guidata dal sindaco uscente Gaetano Cimmino hanno ottenuto dunque il consenso degli enti preposti, consentendo al Comune di Castellammare di Stabia di incamerare fondi Pnrr estremamente preziosi per il rilancio di un’intera fascia territoriale. Tutta la “zona sud” della città, infatti, si appresta a trarre enorme giovamento da un piano complessivo che andrà a mutare radicalmente la visione di città, ponendo fine al dualismo storico tra vocazione industriale e vocazione turistica. Anche l’industria e l’impresa, infatti, saranno proiettate verso il turismo, attraverso l’abbattimento delle volumetrie preesistenti e fatiscenti nel centro storico e la valorizzazione delle attività tradizionali, che dovranno costituire la valvola di una nuova ispirazione votata a
l commercio e al folklore, con i murales a corredo, per scacciare il degrado e l’incuria. Un centro storico che si apre dunque verso il mare, con la prospettiva di una decompressione volumetrica che potrebbe coinvolgere anche i silos, liberando spazio sul versante del porto. E in questo contesto si innestano anche le Terme, per le quali il Comune si accinge ad accogliere i fondi per la ristrutturazione e la realizzazione del Parco delle Acque. Un buon viatico per attrarre gli investimenti dei privati, che potranno dunque disporre di una struttura già pronta, senza la necessità di dover ricorrere ad interventi di manutenzione straordinaria. Sarà fondamentale, in tal senso, il supporto della Regione Campania, finora assente sul tema, per rimettere in moto l’iter delle concessioni sulle acque e magari anche la riattivazione della fermata della Circumvesuviana. Ma intanto uno spiraglio di luce si intravede all’orizzonte. E dal Pnrr, considerando anche i circa 6 milioni che potrebbero arrivare per la riqualificazione del Palazzo Reale di Quisisana, ammontano già a 45 milioni i fondi intercettati attraverso i progetti candidati tra dicembre e febbraio. Una somma cospicua per sognare una città in grado di accantonare l’onta dello scioglimento del consiglio comunale e di guardare finalmente verso nuovi inesplorati orizzonti.