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Castellammare - Caso Consip, «Scafarto non si tocca»

Il sindaco blinda il suo assessore. L'ex sindaco Pannullo: «Ci mancava un assessore alla Legalità a rischio processo».

di sr


L’assessore Scafarto non si tocca. Il sindaco Gaetano Cimmino blinda la posizione del suo “sceriffo” e rimanda al mittente le critiche che si sono nuovamente alimentate dopo che la Procura di Roma ha chiuso le indagini chiedendo l’archiviazione per Tiziano Renzi, padre del leader del Pd e ex premier Matteo. Una decisione che ora rischiano di far finire a processo  Luca Lotti, ex ministro allo Sport (per favoreggiamento); l’ex comandante dell’Arma Tullio Del Sette (per rivelazione del segreto d’ufficio). In più sarebbero coinvolti Carlo Russo (millantato credito), Filippo Vannoni (favoreggiamento). Per Scafarto l’accusa è di depistaggio (che condivide con Alessandro Sessa, ex colonnello) e rivelazione del segreto d’ufficio.

«Scafarto non si tocca — fa sapere il sindaco Cimnino -. Se ho scelto lui, così come gli altri assessori, è per dare a Castellammare un vero rilancio. Proprio per questo ho deciso di nominare una giunta di alto profilo, di cui Scafarlo fa parte, una giunta non politica e pronta a lavorare a risolvere i problemi di questa citta».

g>E' duro invece il commento dell'ex sindaco del Pd. Antonio Pannullo. «Ci mancava un assessore alla Legalità a rischio processo per falso depistaggio e rivelazione del segreto d'ufficio - afferma -. Ci mancava un "servitore dello Stato" che "voleva inchiodare Tiziano Renzi” fino ad arrestarlo, attraverso un travisamento dei fatti e violazione delle regole giuridiche di governo della prova indiziaria. Con sommo rammarico - continua - constato che a Castellammare si è andati avanti in spregio ad ogni rigore giuridico e politico».

Scafarto, secondo l'accusa, risponde di tre episodi di falso, due di rivelazione di segreto d'ufficio e una di depistaggio, in concorso con l'ex colonnello Sessa. Secondo il capo d'imputazione, avrebbe rivelato notizie coperte da segreto, mentre le accuse di falso derivano dall'aver alterato, in più punti, l'informativa sulla quale si basavano buona parte delle accuse a Tiziano Renzi, padre dell'ex premier. Inoltre su richiesta di Sessa, si legge nell'avviso di conclusione indagini. "al fine di non rendere possibile ricostruire le chat whatsapp, provvedeva a disinstallare sul cellulare di Sessa l'applicazione".

Castellammare - Caso Consip, l'assessore Scafarto rischia il processo


martedì 30 ottobre 2018 - 09:21 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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