Tiziano Renzi e Gianpaolo Scafarto, atto secondo. Dopo l’archiviazione del padre dell’ex premier nell’ambito nell’inchiesta Consip, e il possibile (ma non ancora ufficiale) rinvio a giudizio dell’attuale assessore di Castellammare, non si placa la rabbia della famiglia fiorentina che è pronta a costituirsi parte civile. Ad annunciare la decisione a "Il Dubbio" è l’avvocato di Tiziano Renzi che senza giri di parole afferma: «Vediamo se vengono riconosciute tali responsabilità. Qualora avvenisse, questo farebbe maturare, per Tiziano Renzi, anche un diritto al risarcimento». La decisione era nell’aria. Nella giornata di ieri, infatti, Matteo Renzi in una diretta Facebook aveva già parlato di «diffamazione» ma non aveva dato per certo un possibile scontro giuridico fra la sua famiglia e l'ex maggiore di Castellammare. «Spero che chi abbia creato questa storia possa sentirsi in colpa e scusarsi con mio padre» ha spiegato il leader del Pd.
L’inchiesta Consip inevitabilmente
alimenta il dibattito politico nazionale e anche a Castellammare di Stabia. Il sindaco Gaetano Cimmino ha già difeso il suo assessore alla Legalità e all’Ambiente: «Scafarto non si tocca. Se ho scelto lui, così come gli altri assessori, è per dare a Castellammare un vero rilancio. Proprio per questo ho deciso di nominare una giunta di alto profilo, di cui Scafarlo fa parte, una giunta non politica e pronta a lavorare a risolvere i problemi di questa citta».
Nelle prossime settimane, intanto, potrebbe arrivare la decisione della Procura di Roma: per Scafarto potrebbe arrivare un rinvio a giudizio per rivelazione del segreto d’ufficio e depistaggio. In tutto sarebbero sei i casi accertati dall’accusa ma l’ex maggiore del Noe, forte anche della vittoria in Cassazione che lo ha reintegrato nell’Arma dei carabinieri, è tranquillo. Anche se Tiziano Renzi dovesse costituirsi parte civile.