Si è concluso ormai il festival “Cantieri Viviani” che ha visto protagoniste le Antiche Terme di Stabia nella scorsa settimana. Invece che soffermarsi particolarmente sulle presenze durante tutta la manifestazione, è opportuno rivolgere l’attenzione su un dato: le Antiche Terme sono state nuovamente chiuse. In realtà non sono mai state aperte come ha voluto confermare l’amministrazione: dopo i quattro giorni di eventi quest’ultime non sono più in funzione. Se poi si considera il fallimento del project financing, tanto promosso dalla squadra di governo, allora la questione diventa ancora più complicata. “Cantieri Viviani” non ha lasciato nulla alla città: è stato un progetto pensato e realizzato dalla Regione Campania e solamente una parte dei tanti eventi si è svolta a Castellammare. Le opposizioni parlano di “sfruttamento e speculazione” del complesso termale, mentre la maggioranza è convinta della bontà del progetto.
Esattamente un anno fa la città fu chiamata al voto per eleggere il nuovo sindaco. In quella occasione il Governatore della Regione Campania promise a tutti i lavoratori la riapertura delle Terme nel giro di poco tempo ma, a distanza di mesi, nulla si è concretizzato. Nelle varie riunioni a Palazzo Santa Lucia, De Luca non si è neanche presentato nonostante le promesse fatte ad una delegazione di termali che
ha protestato durante l’apertura della villa comunale. L’ex sindaco di Salerno, inoltre, promise anche la riqualificazione e la riapertura della stazione di Antiche Terme entro l’estate: era gennaio 2017 quando proferì queste parole. Neanche questo si è realizzato. Castellammare diventa, quindi, preda delle promesse e delle parole della classe dirigente mentre nulla riesce seriamente a partire.
Il termalismo ormai è solamente un ricordo: le continue lotte per proteggere il project financing si sono rivelate inutili e i rapporti sia con i lavoratori che con le opposizioni sono ai minimi storici. La maggioranza di Palazzo Farnese, inoltre, cade anche sul tema funivia. Sia chiaro: Pannullo e la sua squadra di governo non hanno colpe per la situazione attuale ma, in campagna elettorale, tutti hanno avallato l’importanza della “filiera istituzionale”. Ebbene, sia De Luca che De Gregorio (presidente Eav) avevano promesso la riapertura per l’estate. Se questo fantomatico collegamento oltre le istituzioni funzionasse, e se Castellammare fosse considerata a livello regionale, probabilmente la funivia sarebbe stata al centro dell’agenda politica. Nulla di tutto ciò si è realizzato. L’estate che sta per iniziare sarà una delle più complicate: villa chiusa ancora per metà, funivia inaccessibile e Terme chiuse. Ora più che mai si sente il bisogno di una svolta.