«Una soluzione subito, altrimenti rischiamo di andare tutti a casa». I canoni quadruplicati per gli operatori che usufruiscono delle concessioni dell'Autorità Portuale per le proprie attività rischiano di mandare sul lastrico centinaia di famiglie e così i concessionari hanno incontrato il sindaco Antonio Pannullo per chiedergli di battersi per tutelarli in tutte le sedi opportune. «Le tariffe che dovremmo pagare da febbraio sono persino superiori ai nostri incassi. - spiegano gli operatori - Con i nostri sacrifici abbiamo avviato attività che garantiscono lavoro ciascuna a 5 o 6 dipendenti, che diventano anche 10 nella stagione estiva. A queste condizioni, si profila un danno enorme per l'economia cittadina, oltre che per le nostre famiglie e per quelle di tanti lavoratori che non potrebbero più tirare avanti». L'Autorità Portuale ha deciso di adeguare il canone agli standard europei dopo 20 anni di tariffe bloccate, ma ha disposto l'aumento solo per Castellammare di Stabia e Napoli. Per i diportisti il canone da febbrai
o sarà pari a 74 euro/mq ed è persino dieci volte maggiore rispetto al passato, mentre per gli uffici la tariffa sarà di 99 euro/mq e per le attività commerciali si aggirerà sui 162 euro/mq. «Ho trasformato un rudere in un punto di incontro per turisti e cittadini ed ora mi arriva questa stangata improvvisa. - spiega il titolare di un'attività sul suolo demaniale - Sarò costretto a pgare 100mila euro all'anno, più del mio incasso. Evidentemente qualcuno vuole che chiudiamo i battenti». L'incremento è discutibile soprattutto per la sua modalità, in quanto non sarebbe stato riferito neppure al Comune e va a minare la programmazione dei concessionari, che avevano strutturato la gestione aziendale in un certo modo ed ora sono costretti a ragionare diversamente. «Ritengo ci siano i presupposti per impugnare la decisione dell'Autorità Portuale, - spiega il sindaco - perché questa scelta falsa il mercato. Spero di incontrare il presidente Spirito per trovare una soluzione al problema».