Cronaca

Castellammare - Camorra, l'allarme della DIA: «Gli arresti e le inchieste non fermano i D'Alessandro»

Pubblicata la relazione relativa al primo semestre del 2021 che non tiene conto dello scioglimento del consiglio comunale stabiese. Ma il quadro disegnato dall'Antimafia racconta di una città che soccombe sotto i colpi della camorra.

di Gennaro Esposito


Un clan da anni al centro delle indagini e delle inchieste della magistratura ma che continua a mantenere una forte influenza sulla sua roccaforte, Scanzano, e su gran parte della città di Castellammare di Stabia. È la fotografia che ha scattato la DIA, Direzione Investigativa Antimafia, che ha pubblicato la consueta relazione semestrale relativa però al primo semestre del 2021. Di conseguenza nelle pagine degli investigatori non si fa ancora riferimento allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche ma si affronta il tema della commissione d'accesso arrivata a Palazzo Farnese nel maggio del 2021.
Ma andiamo con ordine. Il focus della DIA è concentrato inevitabilmente sul clan D'Alessandro definito come una delle più strutturate consorterie criminali del napoletano e del Meridione capace di stringere accordi e legami con le cosche della vicina Torre Annunziata (Gionta) e dei Monti Lattari (Di Martino) ma anche della criminalità organizzata siciliana e calabrese (grazie alle quali ha esteso i propri traffici anche in Germania). Il gruppo di Scanzano è stato colpito da inchieste e arresti nel corso degli ultimi cinque anni ma nonostante ciò continua con forza a controllare la zona grazie ad un esercito di affiliati e ai suoi legami con i colletti bianchi della città delle acque. Le attività principali sono quelle ricostruite all'interno delle inchieste Domino e Domino Bis: usura, racket, gestione del gioco d'azzardo, spaccio di stupefacenti (con le sostanze che arrivano in Campania grazie ai collegamenti con la 'ndrina di Rosarno). I D'Alessandro hanno un controllo autoritario in tutto il comprensorio stabiese ma hanno dovuto affrontare nel corso del 2021 la riorganizzazione di alcuni gruppi di fuoco rivali pronti a fare la guerra agli Scanzanesi. Si tratta del neonato clan di Moscarella dove i carabinieri nel gennaio del 2021 hanno eseguito numerose ordinanze di custodia cautelare a carico di ex cutoliani che nel frattempo avevano racimolato anche un arsenale con il quale erano pronti a scontrarsi con la famiglia dei D'Alessandro. La DIA, però, evidenzia anche gli attriti con la consorteria dei Cesarano che si concentra nella periferia nord fra Castellammare di Stabia e Pompei. "Rivalità storica" fra i due clan che però nel corso degli anni si era assestata grazie ad alcuni accordi fra le famiglie per la divisione degli affari illeciti ma che potrebbe scoppiare nuovamente secondo gli investigatori.
Per quanto riguarda la gestione del clan, a differenza del passato, la DIA non si espone: ne

ll'ultima relazione semestrale (quella relativa ai mesi luglio - dicembre del 2020), si era fatto intendere che gli affari venissero controllati da Teresa Martone, moglie del defunto capoclan Michele D'Alessandro. Oggi, invece, gli investigatori stanno ancora analizzando il quadro considerato che Martone ha subito un esilio da Castellammare a causa della condanna post processo Olimpo e considerate soprattutto le scarcerazioni, in primis quella di Paolo Carolei, uscito anzitempo dopo anni di reclusione. Il tutto senza dimenticare Sergio Mosca finito in carcere solamente qualche mese fa.
La DIA, inoltre, non fa riferimento alle dichiarazioni dei pentiti come quello di Pasquale Rapicano che hanno permesso di ricostruire numerosi episodi di criminalità ancora irrisolti come quelli di Raffaele Carolei, vittima di lupara bianca durante la faida con gli Omobono Scarpa. Mentre invece si cita la decisione del Prefetto di Napoli di inviare la commissione d'accesso nel Comune stabiese. Come già anticipato, i fatti ricostruiti nella relazione pubblicata oggi riguardano il primo semestre del 2021 e di conseguenza non sono ancora presenti i retroscena che hanno portato allo scioglimento del consiglio comunale proposto dal ministro Lamorgese. Ma è significativo che nel tratto di analisi dedicato a Palazzo Farnese la DIA faccia riferimento soprattutto all'ingerenza dei D'Alessandro nelle elezioni amministrative del 2018 come ricostruito dalle intercettazioni telefoniche. Secondo quanto ascoltato, e come già ampiamente raccontato dalla stampa nei mesi scorsi, ci sarebbe stato un presunto dirottamento di voti dei D'Alessandro su un candidato (non eletto), e forse non solo uno, della coalizione di centrodestra che poi ha vinto le elezioni. L'inchiesta è ancora in corso ma per il Prefetto tanto è bastato per inviare la commissione d'accesso che ha tenuto conto anche delle parentele scomode di molti consiglieri comunali e dell'applauso all'insediamento dell'ex presidente del consiglio Emanuele D'Apice che ringraziò il padre condannato in passato per camorra. Le indagini degli inquirenti hanno poi portato alla luce una presunta conduzione della vita amministrativa tutt'altro che limpida spingendo quindi per lo scioglimento del consiglio comunale arrivato poi solamente qualche settimana fa. Il tutto mentre la magistratura continua incessante la sua lotta alla camorra tirando in ballo affiliati, fiancheggiatori, politici e amministratori di lungo corso per i legami con esponenti della criminalità organizzata. La stagione degli arresti e delle retate forse ancora deve iniziare.


giovedì 7 aprile 2022 - 11:39 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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