Cronaca

Castellammare - Camorra in Comune, lo scioglimento ora è realtà. Parentele scomode e appalti alla base della decisione

Le parentele di alcuni consiglieri comunali sono diventate ingombranti con la scarcerazione di esponenti di prim'ordine della camorra stabiese. Ma anche la gestione del cimitero è finita al centro della relazione della commissione d'accesso

di genesp


È il giorno della consapevolezza a Castellammare di Stabia dopo la decisione del Governo di Mario Draghi di sciogliere il consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche. Un provvedimento che ormai da diverse settimane era nell'aria e che si è concretizzato ieri durante l'ultimo Consiglio dei Ministri all'interno del quale la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese ha optato per la chiusura anzitempo dell'esperienza amministrativa della giunta Cimmino. Le duecento pagine di relazione confezionate dalla commissione d'accesso sono bastate per spingere il Governo nazionale a dire basta e ad inviare i prefetti che per 18 mesi controlleranno il Comune di Castellammare di Stabia cercando di fare pulizia. Una pagina nerissima della centenaria storia stabiese che mai prima di ieri aveva conosciuto l'amaro dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche, neanche quando a morire sotto i colpi della criminalità furono consiglieri comunali.

Per leggere le motivazioni che hanno spinto la Lamorgese a procedere con lo scioglimento bisognerà attendere ancora qualche settimana quando il tutto sarà reso pubblico. Ciò che è certo è che l'attenzione della commissione d'accesso si sia concentrata in particolar modo sulle parentele scomode di molti consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione. Parentele che di fatto sono diventate ingombranti soprattutto dopo la scarcerazione di pezzi da novanta della camorra stabiese. Ma allo stesso tempo bisogna ricordare la gestione cimiteriale (che ha portato ad arresti e ad interdittive antimafia) oltre che tutto ciò che riguarda il mondo urbanistico (abusi edilizi,

condoni, permessi a costruire). Sono diversi i punti da chiarire come per esempio anche gli eventi di Natale del 2021 sui quali ci sarebbe stata l'influenza dei D'Alessandro che venne denunciata in aula durante un consiglio comunale che per qualche minuto si svolse a porte chiuse. Riavvolgendo il nastro, nel corso degli ultimi anni le inchieste giudiziarie hanno inflitto duri colpi alla criminalità organizzata ma hanno evidenziato anche un rapporto fin troppo stretto con il mondo amministrativo. Basti pensare all'inchiesta Olimpo che ha travolto clan e imprenditori fino a quelle che indubbiamente sono ancora in corso e che potrebbero riguardare diversi politici (che sono stati anche intercettati per un periodo di tempo). Non è da escludere che alla base dello scioglimento possano esserci alcune indagini che di qui a breve potrebbero nuovamente travolgere la città delle acque.

Castellammare è una citta malata. Lo sapevano i partiti, lo sanno i cittadini. Per anni è stata accettata la convivenza con la camorra ma ora lo Stato prova a riprendersi quello che gli è stato tolto nel tempo. Il lavoro della commissione prefettizia sarà fondamentale, un'operazione di pulizia sarà necessaria analizzando il lavoro dei dirigenti e dipendenti per individuare l'anello debole. Lo scioglimento oggi è una batosta per gli stabiesi e per la democrazia tutta. In 18 mesi si proverà ora a ripristinare in primo luogo la legalità mentre la classe politica, che oggi torna a radunarsi in giro per la città per commentare l'ennesimo fallimento amministrativo, dovrà necessariamente rinnovarsi.

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venerdì 25 febbraio 2022 - 12:52 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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