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Castellammare - Camorra e politica, il sindaco: «Fuori i nomi. Se della mia coalizione pronto a dimettermi»

Cimmino dice «asta ombre sulla città. Basta con i misteri e con questo reiterato “non detto”». Scala: «Bisogna chiedere subito la commissione d'accesso»


Ombre sul voto amministrativo del 2018. Emergerebbero da alcuni verbali di intercettazioni lagete ad inchieste di camorra oltre che dalle dichiarazioni di alcuni pentiti che hanno spesso raccontato di intrecci tra malavita locale e politici. «Se dovessero emergere anomalie associate alla mia coalizione, sono pronto a dimettermi all’istante». Dopo le tante voci e stralci di verbali pubblicati dai giornali, il sindaco Gaetano Cimmino interviene e dice «basta ombre sulla città. Basta con i misteri e con questo reiterato “non detto”. Via gli omissis dai verbali, vogliamo i nomi di chi avrebbe inquinato il voto. I cittadini pretendono chiarezza. Io pretendo chiarezza su chi ha agganci con quella feccia. Ora è il momento di desecretare quegli atti e di fare nomi e cognomi. Vogliamo sapere tutto, senza filtri, senza segreti. E se dovessero emergere anomalie associate alla mia coalizione, sono pronto a dimettermi all’istante».

Proprio in queste ore pare che sia l'antimafia che la stessa Prefettura stiano valutando l'invio della commissione d'accceso al comune di Castellammare di Stabia proprio per fare luce su diverse questioni. «La camorra è un cancro, un macigno, una piaga, che ha bloccato per decenni lo sviluppo della città, ha allontanato professionisti, imprenditori e tutte le forze sane che hanno preferito investire altrove. Ora è il momento di far luce. Su tutto. E smettiamola, una volta per tutte, di associare a Castellammare l’etichetta di città di camorra» dice Cimmino. «Sin dal primo giorno abbiamo investito sulla bonifica e sulla sanificazione di questi territori, abbiamo iniziato ad estirpare le erbacce, il marcio, dai luoghi in cui l’antistato ha approfittato dell’assenza delle istituzioni per prendere il sopravvento. In sinergia con l'eccellente lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, li stiamo demolendo passo dopo

passo, ci stiamo riprendendo pezzi di città. Stiamo progettando scuole, centri sociali, luoghi di ritrovo dove c’erano degrado e abbandono. E allora, lo ribadisco, è il momento di fare chiarezza e di sostituire quegli omissis con i nomi di chi avrebbe venduto l’anima alla camorra per prendere voti. Questa città ha fame di rinascita, di sviluppo turistico, urbanistico, culturale, archeologico. E non continuerà più a soffocare sotto il cappio di una camorra che condiziona le azioni dei singoli e le iniziative individuali. La nostra città ha bisogno di respirare aria buona. La nostra città ha bisogno di respirare cultura e coltivare la bellezza».

«Bastava chiedere ad inizio consiliatura l'invio della Commissione d'accesso, Sindaco! - replica il consigliere comunale Tonino Scala - Te lo chiesi il 4 agosto del 2018 nel silenzio e disinteresse dell'aula. Vi invito a rileggere i verbali e la stampa di quei giorni.
Le audizioni in Commissione Antimafia e alla Dda dell'ex Sindaco Pannullo, la "pesante" campagna elettorale che tutti abbiamo visto e alla quale abbiamo partecipato, Sindaco compreso, avrebbe dovuto far riflettere l'intera assise appena eletta, ma... come sempre la superficialità nella classe politica della mia città fa da padrona. Su questo tema non si gioca, bisogna essere all'altezza del ruolo, questo non vale solo per il Primo Cittadino. Le inchieste arrivate dopo il voto sono una tac con mezzo di contrasto, la Commissione d'accesso non è un atto contro nessuno, è un atto a tutela della Città che ha la necessità di capire. Bisogna intervenire è esterpiare la malapianta che da anni tarpa le ali ad una città unica al mondo. O siamo in grado di comprenderlo tutti, o siamo all'altezza del ruolo, tutti, nessuno escluso, al di là delle differenza che pur ci sono, oppure non ci sarà futuro».


sabato 22 maggio 2021 - 19:31 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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