Cronaca

Castellammare - Camorra e appalti, l'affare chalet. Da Bobbio a Pannullo

Il fronte della criminalità organizzata stabiese è sempre attivo, nonostante le battute d’arresto, e rapporti parlamentari e informative delle forze dell’ordine parlano chiaro su droga, traffici illeciti, scommesse e investimenti.

di Giovanni Stanzione


   Abbattimento Chalet - Luglio 2012 - Amministrazione del sindaco Luigi Bobbio

La Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Napoli ha drizzato le antenne su Castellammare di Stabia. Le parole del sindaco Antonio Pannullo sono riecheggiate in più stanze alzando il livello di attenzione. Che il primo cittadino abbia rafforzato sempre più l’azione sotto questo punto di vista per motivi politici oppure che abbia effettivamente voluto essere ascoltato da più parti, Prefettura e Procura Antimafia, il percorso ormai è avviato. Un’attenzione del genere non può che fare bene alla città, dove per l’appunto la Dda dovrebbe e potrebbe essere più presente. Il fronte della criminalità organizzata stabiese è sempre attivo, nonostante le battute d’arresto, e rapporti parlamentari e informative delle forze dell’ordine parlano chiaro su droga, traffici illeciti, scommesse e investimenti. Investimenti, appunto. Perché è vero che su Castellammare, qualora ci si svegliasse definitivamente a livello progettuale, potrebbero piovere piogge di fondi. Stando ad alcune indiscrezioni nel mirino della camorra ci potrebbe essere il bando per gli chalet, quello nuovo, che di qui a pochi mesi potrebbe vedere la luce. Ed è un allarme che riecheggia da tempo a Palazzo Farnese, dai tempi della commissione d’accesso che è intervenuta in Municipio subito dopo l’omicidio del consigliere comunale

Gino Tommasino. La commissione parlò di presunte turbative d’asta e gare da annullare e da rifare: un procedimento che ne è scaturito è ancora in corso al Tribunale di Torre Annunziata. E quando alle successive elezioni Luigi Bobbio fu eletto sindaco, ci provò a rivoluzionare quella banchina che un tempo attirava migliaia e migliaia di persone da tutta la Campania. Ma non ci riuscì, o almeno ci riuscì in parte. I vecchi chalet vennero abbattuti, al loro posto dovevano sorgere nuovi chioschi completi di cucina. Attualmente ce ne sono due su quel lato della banchina mentre altri, per sopperire alla forte domanda, sono nati tutt’intorno. Locali, ristoranti e chioschetti oggi sono sorti in piazzale Caio Duilio e in via Brin, richiamando moltissimi clienti. Ma il dato interessante è un altro. Quando Bobbio provò a rifare la gara pose dei limiti molto ben definiti alla partecipazione di personaggi legati in un modo o nell’altro con la malavita o con precedenti penali. Risultato: per due volte, se ben ricordiamo, a quelle gare non partecipò nessuno. Chi o cosa impedì a qualsiasi imprenditore sano di mente di investire pochi euro per gestire chalet dal potenziale milionario? È la domanda che molti si posero e che ancora non trova risposta. Non resta che attendere il nuovo bando dell’amministrazione Pannullo.


giovedì 2 novembre 2017 - 14:53 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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