Giovanni Tito, coordinatore della Lega a Castellammare di Stabia, lascia il partito. Il leader del Carroccio stabiese ha deciso di fare un passo indietro dopo gli insulti di Umberto Bossi durante il congresso che si è svolto ieri. Il fondatore ha infatti dichiarato: «Bisogna aiutare i meridionali a casa loro se no straripano come gli africani». Frasi che non sorprendono conoscendo Bossi il quale da anni ha sempre attuato politiche secessioniste. Ma a sorprendere è stato il silenzio di Matteo Salvini che non ha provato a correggere il tiro dopo l'attacco del fondatore del partito. Per questo motivo le reazioni sono state veementi in tutta Italia. Ed anche a Castellammare c'è chi storce il naso e si ritira, come Giovanni Tito. «Non prenderete più un voto a Castellammare. Siamo orgogliosi di eser meridionali - spiega sui social riferendosi alla Lega -. Dopo le dich
iarazioni di Bossi e il silenzio di Salvini, da questo momento non li rappresento più. Orgoglioso del Sud».
L'addio di Tito dovrà ovviamente essere formalizzato, al momento è stato solo stato pubblicato sui social. Da valutare la posizione del consigliere comunale Giulio Morlino e di altri esponenti della Lega. Il partito del Carroccio da mesi è al centro di numerosi voci relative sia alla guida dello stesso che al possibile tesseramento di altri esponenti politici stabiesi. Il coordinatore Tito, colui che ha fondato il partito a Castellammare, più volte è stato messo in discussione dai vertici leghisti e non è escluso che l'addio a caldo di ieri pomeriggio possa essere un assist per i coordinatori provinciali e regionali. Nel 2020, in vista anche delle regionali, il partito potrebbe essere rifondato e accogliere nuovi consiglieri comunali.