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Castellammare - Boom di richieste per il Reddito di Inclusione, sono 800 i poveri stabiesi

Confrontando le cifre relative a Castellammare di Stabia con il dato regionale, risulta che una famiglia povera su venti in Campania risieda nella Città delle Acque. Carla Di Maio: «Segnale di disagio sociale, ma i numeri potrebbero essere fuorvianti perché i requisiti sono restrittivi».

di Mauro De Riso


Sono circa 800 le famiglie stabiesi che hanno presentato tra l'1 dicembre 2017 e il 2 gennaio 2018 la domanda per il Reddito di Inclusione (ReI), la misura di sostegno al reddito varata dal governo per le famiglie che vivono in condizioni di disagio economico e sociale. Numeri che destano scalpore in relazione al dato regionale, in base al quale le richieste pervenute dalla Campania sono 16.686, ossia appena 20 volte superiori rispetto al solo contesto stabiese. Una famiglia povera su venti in Campania, dunque, vive a Castellammare di Stabia, ma su scala nazionale gli stabiesi poveri raggiungono l'1% dei 75mila che hanno inoltrato la richiesta per il ReI. «Il numero elevato di domande per il Reddito di Inclusione è un segnale delle difficoltà in cui versa una grossa fetta della popolazione stabiese. Ma attenzione, questi dati potrebbero essere fuorvianti. - sottolinea Carla Di Maio, assessore alle politiche sociali - Le domande per il ReI sono in numero superiore di circa un terzo rispetto a quelle presentate per il SIA. Ora è possibile transitare dal SIA al ReI percependo un introito maggiore, ma intanto i requisiti di accesso sono tutt'altro che agevoli. Occorre infatti tener conto sia dell'ISEE che dell'ISRE e inoltre non ci saranno chance per chi percepisce la Naspi né per chi è stato licenziato ma ha un'età inferiore ai 55 anni».

La partecipazione così ampia alla nuova misura di contrasto alla povertà, quindi, si presta a due diverse chiavi di lettura. Da un lato va sottolineato il buon esito della campagna informativa della Regione e del Comune, dall'altro pare che la ventata di ottimismo che ha accompagnato l'avvio del ReI abbia indotto tanti cittadini a presentare la domanda senza badare troppo ai requisiti estremamente restrit

tivi per accedervi. Il progetto è stato predisposto con la regia del settore politiche sociali e ha una durata massima di 18 mesi, nel corso dei quali una somma in denaro viene erogata mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica.

I nuclei familiari che possono avere accesso al ReI devono essere in possesso di un ISEE non superiore a 6mila euro e di un ISRE (l'ISEE suddiviso per la scala di equivalenza) non superiore a 3mila euro, oltre ad un patrimonio immobiliare, prima casa esclusa, che non superi i 20mila euro e un patrimionio mobiliare (libretti postali, conti correnti) che non oltrepassi i 10mila euro. Nessun membro della famiglia, poi, deve essere percettore di ammortizzatori sociali o di Naspi, né può possedere veicoli immatricolati nei 24 mesi antecedenti alla richiesta o imbarcazioni da diporto. Accanto ai requisiti economici, infine, assumono una valenza rilevante quelli familiari: il ReI, infatti, sarà erogato nel 2018 alle famiglie che abbiano un componente di minore età, un disabile, una donna in stato di gravidanza o un disoccupato che abbia già compiuto 55 anni. Chi è già percettore del Sostegno per l'Inclusione Attiva (SIA) e non ne ha goduto per l'intera durata, infine, può trasformarlo in ReI. Il beneficio economico cambia in base al numero di componenti del nucleo familiare e passa da un massimo di 187,50 euro al mese per un solo componente a 485,40 per una famiglia con 5 o più componenti, integrando le risorse economiche fino alla soglia massima prevista.

«È stata fatta una buona informazione, anche grazie agli incontri con gli assessori regionali e le parti sociali. - conclude l'assessore Di Maio - Sono orgogliosa del lavoro svolto nonostante mille difficoltà».


venerdì 5 gennaio 2018 - 12:30 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



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