Alla fine la montagna ha partorito il topolino. Una metafora che rende bene quanto sta accadendo a Castellammare, dove il tanto agognato bilancio previsionale annuale non porterà a nessun significativo sgravio per i cittadini stabiesi. Le buone intenzioni paventate dalla giunta Cimmino, secondo le ultime determinazioni della giunta comunale, si manifesteranno nel concreto in maniera assai relativa.
A pagarne le conseguenze maggiori saranno le famiglie con il reddito più basso e i piccoli commercianti: i primi vedranno un risparmio annuale di soli 20 euro sui ticket mensa scolastici (praticamente 10 centesimi per ogni pasto), i secondi non avranno alcuno sconto su pubblicità ed occupazione del suolo comunale, malgrado i tariffari a Castellammare siano tra i più alti della Penisola.
Tutto invariato, a proposito di scuole, anche per quanto concerne le rette degli asili nido e i compensi per il trasporto dei giovani alunni. Ci sarà inoltre da augurarsi, paradossalmente, che lo stesso si possa dire per la tassa sui rifiuti: malgrado l’uscita dal dissesto la Tari non potrà essere abbassata a causa dei rincari imposti dalla Sapna, l’ente provinciale per l’Ambiente. L’obiettivo, come annunciato dall’assessore al Bilancio Stefania Amato, sarà proprio quello di mantenere gli stessi prezzi del 2018.
Per l’ufficialità è comunque tutto rimandato all’approvazione in Consiglio che dovrà arrivare gioco forza entro la fine di marzo. Evasione e debiti fuori bilancio, tuttavia, rendono pressoché nulli i margini di manovra a disposizione dell’attuale amministrazione. A gravare sulle spalle dei contribuenti onesti, oltre ai quasi 10 milioni di euro evasi dai trasgressori di Tari e multe, sono le spese di cattiva gestione dell’Ente: tra queste spicca il debito fuori bilancio pari a circa 1,7 milioni che ha visto il Comune soccombente nell’ambito del fallimento di Multiservizi.
Inutile piangere sul latte versato. E’ quanto filtra dai banchi dell’opposizione, i cui esponenti non hanno mancato di muovere critiche verso l’esecutivo, ponendosi alcune pesanti interrogativi. E’ il caso di Tonino Scala, che si è soffermato a 360 gradi sull’operato della squadra di Cimmino: «Il bilancio è un documento di tipo politico, non tecnico - evidenzia a Stabia Channel il portavoce di Liberi e Uguali -. Adesso è arrivato il momento di capire quali scelte politiche e
ffettuerà un’amministrazione fin qui sempre caratterizzata dalle ‘non scelte’».
«Non si è scelto sui Dos, non si sceglie sul Previsionale - tuona Scala -. Qual è il reale orientamento di questa giunta? In che modo saranno investiti i fondi a disposizione? Quali sono le priorità? Castellammare necessita di politici, non di ragionieri. Continuando a navigare a vista la città affonderà».
Entra più nello specifico il consigliere Di Martino: «Nessuno è soddisfatto quando le tasse non si abbassano, vista anche l’uscita dal dissesto - ci spiega l’ex candidato a primo cittadino -. Senza lo schema di bilancio, tuttavia, è difficile trarre conclusioni. Siamo in attesa di risposta sulla Tari, l’assessore dice che non la varierà, a vedere. Quello dello sgravio fiscale, però, era un obiettivo che come sindaco avevo messo al primo posto»
«Con le carte alla mano presenteremo comunque i nostri emendamenti. Certo - conclude Di Martino -, con il personale ridotto all’osso dove bisognerà capire bene dove stanno gli sprechi. L’invarianza non è sufficiente, ma per ora sarebbe già qualcosa, anche se di fronte ad una tassa così alta il servizio di raccolta e la percentuale sulla differenziata restano ancora molto carenti».
Il pentastellato Nappi, infine, commenta in modo ‘gattopardesco’ l’intera vicenda: «Si è cambiato amministrazione per non cambiare nulla. E’ vero, hanno avuto poco tempo da agosto, ma in termini prospettici non si notano novità. Tornando sul discorso della Tari, l’obiettivo deve essere prima di tutto quello di aumentare la differenziata. Non possiamo sindacare sulle decisione della Città metropolitana, ma è sotto gli occhi di tutti che l’azienda non stia operando bene. Per il 2019, senza un’azione forte per creare una mentalità diversa negli stabiesi, non prevedo sgravi».
A non convincere, poi, è soprattutto la gestione interna a palazzo Farnese: «Saltano sempre nuovi debiti fuori bilancio - chiosa il grillino ai nostri taccuini -, come il caso Ego Eco, in cui addirittura il Comune non può opporsi al decreto ingiuntivo perché non si trovano carte che rivelerebbero crediti rispetto all’azienda. Parliamo in tutto di un milione di euro che si sarebbe potuto usare per alleggerire le tasse».