Il bilancio di previsione da approvare entro fine marzo. E poi i progetti candidati al Pnrr, per i quali Castellammare confida di ricevere i fondi per la ricostruzione post Covid. Due scadenze imminenti sul tavolo dei commissari prefettizi che hanno varcato oggi la soglia di Palazzo Farnese, dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche sancito dal Consiglio dei Ministri. Raffaele Cannizzaro, Mauro Passerotti e Rosa Valentino hanno voluto subito incontrare i dirigenti e il segretario generale, per fare il punto della situazione e per definire insieme a loro la road map da seguire verso l'approvazione del bilancio di previsione, acquisendo gli atti già approvati da allegare al bilancio e quelli in lavorazione per portare a compimento uno dei provvedimenti più importanti per la vita amministrativa dell'ente. Difficile ipotizzare una riduzione per le tariffe relative alle imposte comunali, mentre il piano delle opere pubbliche ricalcherà quello adottato lo scorso anno, stralciando le opere compiute o in cantiere e inserendo quelle che potrebbero essere incluse tra i finanziamenti del Pnrr. E proprio sul Piano Nazio
nale di Ripresa e Resilienza si gioca una partita importantissima per Palazzo Farnese. Qualora Castellammare dovesse ricevere ulteriori fondi nelle graduatorie ministeriali, in particolare in quella imminente relativa al Contratto Istituzionale di Sviluppo per la quale si saprà di più entro il 15 marzo, sarà necessario avviare le procedure per non perdere i finanziamenti. Le opere, infatti, dovranno essere completate e rendicontate entro il 31 dicembre 2026, per non incorrere nel rischio di dover restituire i fondi per intero al Governo, esponendo persino l'ente ad un danno erariale. Una prospettiva che andrebbe a convertire un'occasione unica di sviluppo in una batosta per il Comune, già gravato dall'onta dello scioglimento. I commissari, in ogni modo, hanno già le idee chiare e sono pronti a traghettare l'ente nei prossimi 18 mesi senza lasciare nulla di incompiuto. Un'eredità importante da consegnare alla politica, che nell'autunno 2023 o nella primavera 2024 riprenderà il suo posto a Palazzo Farnese. Con l'auspicio di lasciarsi alle spalle uno dei periodi più bui della storia e di proporsi in una veste nuova al cospetto dei cittadini