Politica & Lavoro

Castellammare - Bene confiscato al clan diventa casa per giovani da reinserire nel tessuto sociale

Il sindaco: «Per tutti loro è prevista l’opportunità di seguire un proficuo percorso educativo e culturale, in cooperazione con Asl, scuole, servizi sociali, enti di formazione professionale e associazioni del territorio».


Nel centro antico una casa per accogliere i neomaggiorenni che, dopo un periodo di accoglienza presso comunità educative per minori, non possono reinserirsi nelle loro famiglie di origine, perché non idonee a permettere loro di acquisire le autonomie personali e professionali per diventare adulti. Il progetto presentato dall'amministrazione comunale è stato scelto dalla Prefettura insieme ad altri 14 progetti pilota in tutta l'area metropolitana, nel presupposto dell’interesse comune alla lotta contro il crimine organizzato e al miglioramento delle condizioni generali di qualità della vita sul territorio, attraverso l’utilizzo del patrimonio di beni sottratti alle mafie.

E proprio ieri mattina in Prefettura «al nostro progetto è stata attribuita la priorità come iniziativa

particolarmente significativa sotto il profilo culturale, sociale, artistico, storico e archeologico - ha detto il sindaco Gaetano Cimmino - Un’iniziativa mirata a favorire l’inclusione e la lotta alla dispersione scolastica e alla povertà educativa in un quartiere in cui è forte il disagio sociale. Nel corso della riunione odierna abbiamo posto le basi per andare avanti in sinergia per la realizzazione del progetto di cohousing per i neomaggiorenni che, dopo un periodo di accoglienza presso comunità educative per minori, non possono reinserirsi nelle loro famiglie di origine. Per tutti loro è prevista l’opportunità di seguire un proficuo percorso educativo e culturale, in cooperazione con Asl, scuole, servizi sociali, enti di formazione professionale e associazioni del territorio».


mercoledì 26 maggio 2021 - 08:39 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

 



Gli ultimi articoli di Politica & Lavoro